Castellanza (Varese), 16 novembre 2017 - È dimagrito, dice di soffrire di pesanti disturbi di stomaco ed è in attesa degli esiti delle radiografie effettuate in carcere, perché possano dare credito alla sua settima versione dei fatti. Poi i suoi legali decideranno anche se sottoporlo a perizia psichiatrica di parte o chiedere l’incidente probatorio. Vive nell’attesa Vito Clericò, il 65 enne di Garbagnate Milanese, in carcere dall’11 settembre con l’accusa di aver ucciso e decapitato Marilena Rosa Re, 58enne di Castellanza che a lui e sua moglie aveva prestato circa 80mila euro, mai restituiti. Quando Clericò aveva confessato di aver ucciso Marilena, per gli inquirenti il movente era chiaro: la vittima aveva chiesto indietro il suo denaro per sanare una posizione con l’agenzia delle entrate a causa del fallimento di un’attività di famiglia, soldi che però Clericò e sua moglie Alba De Rosa avevano speso per risistemare la loro villetta. Da lì la lite e il presunto delitto. Invece no, Vito ha raccontato di aver mentito, perché era confuso e stressato, ha parlato del coinvolgimento di una terza persona, un uomo «grosso», secondo varie declinazioni. L’ultima l’altro ieri, quando ha chiesto a un agente della penitenziaria di poter raccontare la “verità”, spiegando di essere stato selvaggiamente picchiato dal vero assassino di Marilena, il sabato antecedente la sua sparizione.

La Procura di Busto ha quindi autorizzato che Clericò fosse sottoposto a esame radiografico, il cui esito è atteso a giorni. «Ha ribadito di essersi occupato solo dell’occultamento, ma poi tace sul resto», il commento del suo legale Daniela D’Emilio che aggiunge «avrà perso 15 chili, dice che soffre di stomaco, valuteremo anche una gastroscopia«. Poi verrà il momento della perizia psichiatrica: «Abbiamo richiesto le cartelle cliniche del carcere, Clericò è stato visitato da medici e psicologi poi valuteremo se chiedere l’incidente probatorio o far fare una perizia di parte». Ancora attese anche per gli esiti della relazione del medico legale incaricato dalla Procura dell’autopsia sui resti di Marilena. «Stando al nostro consulente è possibile che verrà chiesto un rinvio in modo da consegnare in contemporanea gli esiti dei test effettuati sui resti del corpo e del cranio della vittima, rinvenuti in momenti diversi».