Magenta (Milano), 6 dicembre 2017 - La fame di cultura e la mano svelta costano care a un minorenne. L’altra sera a Magenta si è infatti impossessato di un volume di pregio senza accorgersi di essere stato ripreso dalle telecamere interne della libreria. Le immagini sono poi state postate su Facebook dal libraio che ha cercato così di identificare il ladruncolo chiedendo aiuto agli utenti del social network. Il fatto è avvenuto nel centro di Magenta, alla libreria La Memoria del Mondo dove il ragazzo, con la complicità di un amico, ha preso tra le mani «Il libro rosso», opera dello psichiatra svizzero Carl Gustav Jung del valore di 240 euro. Ha finto di dargli una rapida lettura, per poi sgattaiolare fuori dalla libreria, insieme all’amico, contando sul fatto di non essere visto da nessuno. Invece le telecamere avevano ripreso i suoi movimenti e il titolare, Luca Malini, accortosi dell’accaduto, non ha esitato a postare tutto sul web.

Ha messo inoltre un bel cartello dove era posizionato il volume con una raccomandazione e un appello rivolto al ragazzo: «In questo spazio, fino a poco fa, c’era il Libro Rosso di Jung. Un ragazzo, in collaborazione con un amico, lo ha prelevato senza pagarlo. Lo invitiamo a riconsegnare il libro o a passare a pagarlo. Può evitare di avere antipatiche conseguenze». Inutile dire che l’appello lanciato tramite Facebook ha scatenato commenti all’infinito e le immagini sono state condivise da centinaia di utenti. Certo rubare la cultura non è nemmeno da paragonare a tanti altri episodi di razzie che quotidianamente vengono registrati nella zona. Pur sempre di furto si tratta, però. Ed è pure un furto da buongustaio della lettura. L’opera di Jung, scritta nei primi decenni del ‘900 è stata pubblicata postuma, nel 2009. Un testo da intenditori. Poi, l’altra sera, a poche ore dal furto, la sorpresa.

«Il ragazzo è venuto in libreria a riconsegnare il libro – ha detto Luca Malini, titolare della libreria La Memoria del Mondo – Da parte nostra non c’era nessuna intenzione di additarlo come ladro, ma volevamo semplicemente che la vicenda avesse un fine educativo». Le immagini girate su Facebook hanno avuto il loro effetto. Il ragazzo è tornato spontaneamente in libreria e ha restituito il volume di cui si era indebitamente appropriato. «Siamo felici che si sia ravveduto – conclude Malini - Ovviamente non ci sarà alcuna azione nei suoi confronti. Volevamo solo che i ragazzi capissero che avevano commesso un reato».