Milano, 7 febbraio 2018 - Non è bastato un mese al perito incaricato dalla procura di Aosta per fare chiarezza sull’incidente di Capodanno, costato la vita alla 21enne canegratese Federica Banfi. Era stata proprio la procura valdostana ad affidare al geometra Luigi Bracci l’incarico di accertare le cause dell’incidente stradale sull’autostrada A5 a Pontey, ma dopo quasi 40 giorni il consulente incaricato ha chiesto tempo. Attualmente non è stato ancora in grado di accertare la dinamica e stabilire se lo scontro sull’autostrada sia stato causato dalla presenza di ghiaccio sull’asfalto. Così il perito Luigi Bracci ha chiesto altri trenta giorni di tempo per poter ricostruire l’incidente. Le indagini sono infatti da completare: occorre controllare alcuni aspetti, chiedendo alla Polizia stradale di effettuare ulteriori approfondimenti, funzionali alla ricostruzione dei fatti e all’accertamento di eventuali responsabilità che al momento non sono state evidenziate. Bracci ha chiesto ed ottenuto un altro mese per poter portare avanti questi approfondimenti. 

L'attesa per avere una verità, quindi si prolunga, per un incidente costato una giovane vita, una ragazza di 19anni ancora in ospedale sottoposta a un delicato intervento chirurgico e ci sono altri tre ragazzi che si stanno riprendendo con fatica. Sul tavolo degli accusati c’è la Sav, la società che gestisce la rete autostradale valdostana, dopo che il fascicolo aperto per omicidio colposo aveva di fatto escluso le responsabilità per i conducenti dei due veicoli interessati dal tamponamento: il bus ed il pulmino su cui viaggiava Federica, slittati forse su una lastra di ghiaccio, mentre il manto stradale a causa del gelicidio era diventato pericoloso.