Brinzio (Varese), 6 novembre 2017 - Un fondo straordinario per i comuni colpiti dagli incendi. È questa l’idea messa sul tavolo ieri mattina dal governatore Roberto Maroni, nel corso del vertice organizzato nella sede del parco Campo dei Fiori, l’area naturale nei pressi di Varese, devastata nei giorni scorsi da un doppio rogo durato una settimana. L’abbondante pioggia caduta praticamente su tutto il territorio, intanto, ha contribuito a spegnere i focolai rimasti accesi, compreso l’incendio in Valganna, sempre nel Varesotto, che sabato ha tenuto occupati per diverse ore i vigili del fuoco. 

Il presidente della Regione è salito sul Brinzio per confrontarsi con il prefetto Giorgio Zanzi, il presidente dell’ente parco Giuseppe Barra, rappresentanti dei pompieri e della protezione civile, i due sindaci Davide Galimberti (Varese) e Alessandro Boriani (Luvinate). Maroni, innanzitutto, ha voluto rassicurare i cittadini, non solo quelli che risiedono nella zona del Campo dei Fiori. «Possiamo dire loro di stare tranquilli - ha detto - perché faremo tutto ciò che serve senza lesinare. È in gioco la sicurezza, un punto su cui non si risparmia». Poi l’annuncio di un fondo straordinario per sostenere gli interventi necessari nei territori interessati dagli incendi. Ci sono risorse già stanziate nel Piano regionale di sviluppo e se non basteranno, ha detto Maroni, «creeremo nel bilancio 2018-2020 che andiamo ad approvare un fondo straordinario, perché questa è stata un’emergenza straordinaria. Troveremo i soldi per fare le cose». 

Per quanto riguarda le scelte sulla caccia, bloccata per quindici giorni dal Pirellone nella zona del Campo dei Fiori, decisione che ha portato Legambiente e Lipu a rilanciare con la proposta di uno stop per due anni, l’esponente leghista ha detto che «sono in corso valutazioni. Ci sono pro e contro, come il caso dei cinghiali, che rischiano di proliferare e di rappresentare un pericolo». Soddisfatto il sindaco di Luvinate Alessandro Boriani: «La Regione ha indicato tre priorità: la messa in sicurezza dell’area interessata dall’incendio; la messa in sicurezza delle valli per evitare rischi idrogeologici e la piantumazione in primavera. Ha sottolineato anche la necessità di creare un coordinamento tra enti interessati».

Nei prossimi giorni verrà organizzato un tavolo tecnico da cui dovranno emergere tutti i dati richiesti per poter poi procedere alla pianificazione degli interventi. Polemico, invece, il segretario del Pd Alessandro Alfieri che ha invitato il governatore «a non intestarsi meriti che non ha in via esclusiva». Sugli incendi, è il parere dell’esponente dell’opposizione, «Stato, Regione, Provincia e Comuni hanno fatto sistema. Ed è questa la strada su cui si bisogna proseguire». Il vertice di ieri è stata occasione anche per rendere noti i dati sui roghi che hanno colpito la Lombardia dal 25 ottobre al 3 novembre. Sono andati in fumo, complessivamente, 1.160 ettari di bosco lungo tutta la fascia est-ovest della Lombardia, fino ai confini con Piemonte e Trentino: sono bruciati 452 ettari in provincia di Como, 350 a Varese, 220 a Brescia, 135 a Sondrio e 2 a Pavia.