Milano, 4 dicembre 2017- Con l'accusa di autoriciclaggio la guardia di finanza di Varese e la polizia di Milano hanno arrestato stamattina un commercialista foggiano, Ruggiero Massimo Curci. Eseguite anche, in provincia di Lecco e Napoli, sei perquisizioni a carico di tre persone origine campana, residenti a Verderio. L'attività fa seguito all'esecuzione, l'8 novembre scorso, del decreto di sequestro preventivo d'urgenza, per un valore di beni pari a 8,2 milioni di euro, a carico del professionista. Nell'indagine sarebbero coinvolte circa dieci persone tra calciatori e i loro manager.

Per l'accusa Curci sarebbe il referente di un sistema di evasione fiscale e contributivo basato su indebite compensazioni di crediti tributari. Il commercialista, quale promotore del sistema evasivo smascherato, avrebbe ricevuto illeciti compensi in denaro contante (allo stato accertati per oltre 600.000 euro) da parte di società riconducibili a Antonio Saracino, Giuseppe D'Alessandro, Antonino Catania e Luigi Sorrenti. Secondo l'accusa, i quattro avevano gestito in modo fraudolento una serie di cooperative operanti nel settore della logistica e dei trasporti, svuotandone con artifizi i conti correnti, autoriciclato parte del denaro finanziando per importi rilevanti, relativamente alle stagioni 2015/2016 e 2016/2017, il Foggia Calcio (del quale Curci era indirettamente, fino al maggio 2017, socio al 50% e vicepresidente, carica tutt'oggi rivestita a titolo onorario). Il denaro incassato con una serie di reati di natura fiscale sarebbe stato riciclato e utilizzato da Curci "per il pagamento in nero degli stipendi" di calciatori e allenatori della squadra pugliese. Lo scrive il gip di Milano nell'ordinanza di arresto per il commercialista, indicando tra i presunti beneficiari - per una somma di 15.050 euro - anche l'attuale allenatore del Benevento, Roberto De Zerbi. La circostanza emerge da una serie di appunti sequestrati al fratello di Curci.

"Nel prendere atto di una misura così rigorosa e severa pur in assenza di ogni pericolo di reiterazione del reato, ricordo che tutto il patrimonio del Curci è sequestrato e quindi pur volendo non può essere utilizzato, segnalo che l'ordinanza riguarda una ipotesi di autoriciclaggio di 800mila euro circa asseritamente reinvestiti nella società Foggia calcio, mentre non vi è alcuna accusa né di mafia né di reati commessi con la finalità di favorire consorterie mafiose". E' il commento dell'avvocato Raul Pellegrini, difensore di Massimo Curci. " Rispetto all'accusa di autoriclaggio - prosegue il legale - Curci chiarirà nell'interrogatorio fissato nei prossimi giorni la sua estraneità e la circostanza, già provata documentalmente, della cessazione di ogni carica rappresentativa o gestionale all'interno della società calcistica"