Mantova, 1 giugno 2017 - Nei campi di San Benedetto Po per secoli sono stati uditi solo i cori dei monaci della basilica cistercense. Note dolcissime che però non influivano sui raccolti. Oggi altri suoni, quelli di Mozart soprattutto, si ascoltano attraversando un filare di ciliegi: sono quelli che un imprenditore agricolo diffonde con la convinzione che facciano bene alle piante e migliorino i frutti. Siamo nella frazione di Villa Garibaldi, a un chilometro dal campanile benedettino.

Carlo Breviglieri, 63 anni, imprenditore agricolo, nostra i suoi alberi di ciliegio, che occupano solo una parte delle quindici biolche di terra (5 ettari su per giù) di sua proprietà. Breveglieri è uno al quale il terremoto del 2012 ha cambiato la vita: gestiva un agriturismo con 130 posti letto a Quistello, nella Bassa Mantovana devastata dal sisma. Anche la sua cascina ha ceduto e 5 anni fa Breviglieri ha dovuto ricominciare daccapo. Lo ha fatto partendo dalla terra del padre a San Benedetto, dove coltiva tantissimi tipi di frutta e verdura, anche di specie antiche e quasi scomparse. Ma accanto all’idea delle piantagioni rare, l’agricoltore ha avuto quella di montare gli altoparlanti nel frutteto di famiglia e di inondare di musica classica i filari. Come gli è venuto in mente? «A me piace sperimentare - risponde il farmer mantovano - e avevo letto che la cosa era già stata fatta anni fa in Toscana». In effetti dal 2008 in poi a Montalcino un ex avvocato aveva introdotto la musicoterapia nelle vigne del prezioso Brunello, battezzando l’esperimento «biosonorità». «Negli anni questa pratica si è diffusa anche in Trentino e all’estero - continua Breviglieri - ed ha avuto un avallo scientifico». Le ricerche condotte dalle università di Firenze e di Siena hanno confermato che la musica potrebbe avere un effetto positivo sul metabolismo vegetale: soprattutto le basse frequenze, proprio quelle contenute nelle composizioni mozartiane, potrebbero influire positivamente sullo sviluppo delle piante. Senza contare che le frequenze musicali allontanano molti tipi di insetti dannosi.

Deciso a provarci, l’agricoltore mantovano ha installato tre altoparlanti nel frutteto («Nell’orto non posso, disturberebbe i vicini di casa») e ha dato inizio alla prova: «Secondo i calcoli del mio collega toscano lo stesso brano non può essere eseguito più di una volta ogni tre giorni», racconta. E così lui ha messo insieme una compilation che dura 72 ore, poi si ripete. E non ha usato solo Mozart ma anche Beethoven e Hayden. E come sta andando? «Ho iniziato da un paio di mesi e posso dire che i ciliegi crescono più velocemente e con frutti migliori. E senza parassiti». Breviglieri, che coltiva tutto con metodi rigorosamente biologici per poi rivendere i prodotti nei mercati contadini del Mantovano e dell’Emilia, sta applicando la biosonorità anche alle colture rare che possiede, come un banano di montagna proveniente da Canada e un genere di mirtillo particolarmente resistente che ha importato dall’Oriente. Intanto approfondisce le conclusioni di un matematico russo, Grigorij Grabovoj, autore di una teoria che riconosce il Dna in una sequenza numerica e quindi sollecita a ‘guarire con i numeri’. «I suoi metodi suppongo possono valere anche per le mie piante - conclude Breviglieri -. Perché non provare anche quelli?».