Magnago (Milano), 8 ottobre 2017 - Molti centesimi in circolazione sono spesso inutilizzati e cerano disagi. Ma ora le cose stanno per cambiare: è in arrivo un contamonete intelligente, che risolverà il problema dei centesimi, inutili nelle nostre tasche, ma pur sempre denaro contante. A inventarlo è stato Davide Caiafa, classe 1977, di Magnago, che insieme a Lorenzo Vidoz ha dato vita a Centy, una startup innovativa (incubata da Digital Magics, incubatore di startup digitali quotata in borsa) con l’obiettivo di reinserire nel sistema economico decine di milioni di eurocentesimi. La macchina, nelle intenzioni, sarà presente in aeroporti, centri commerciali, supermercati e ovunque vi sia la necessità di monete. Grazie a una app, Centy sarà in grado di riconoscere l’utente, che avrà la possibilità di convertire le monetine in denaro virtuale, che potrà poi accreditare dove meglio crede, conto corrente compreso.

NO PROBLEM Davide Caiafa ha dato vita alla startup Centy e ideato il contamonete intelligente (in alto nel riquadro)Come è nata l’idea di Centy? «Ho constatato - risponde Davide – che avevo in casa un po’ di centesimi accumulati e ho iniziato a ragionare: se io ho 2 euro in casa bloccati e in Italia siamo circa 60 milioni, tutte le monetine bloccate diventano decine di milioni di euro, se non di più. Questo è un problema che comprende tutta l’Europa economica: dove c’è l’euro ci sono centesimi spesso inutilizzati. A oggi ci sono circa 180 milioni di euro bloccati nelle case degli italiani che non girano nell’economia. Dal 2002 sono state coniate monete da 1 e 2 centesimi per un totale di 46 miliardi di pezzi che tutti insieme pesano come una nave da crociera. Senza dimenticare i costi: la Zecca per coniare le monetee spende circa 30 milioni all’anno; poi le immette nel sistema economico ma la gente non le usa; così la Zecca è costretta a riconiarle per rimetterle in circolazione. È un cane che si morde la coda. E se da un lato ci sono le persone che non percepiscono più le monete come denaro, dall’altra parte ci sono categorie che invece ne hanno fortemente bisogno e che a volte devono anche pagare un servizio di rifornimento. Parlo della grande distribuzione o delle aziende che trattano anche piccole cifre ma che hanno bisogno di queste monetine. Quindi mi è venuta l’idea di creare un collegamento tra le persone che percepiscono le monetine come un fastidio e chi invece ne ha bisogno».

Come funziona il dispositivo? «Si presenta come un contamonete classico a connessione bluetooth ma è gestita totalmente da remoto, collegandosi dallo smartphone. Il dispositivo è posizionato in un luogo dove c’è bisogno di monete: un supermercato, per esempio. Il cliente arriva, apre l’applicazione e si posiziona davanti: il dispositivo lo riconosce e apre in automatico uno sportellino dove inserire le monetine. Lo sportello si chiude e il cliente dallo smartphone avvia il conteggio. Tutta l’operazione dura qualche secondo. Una volta che la macchina ha calcolato l’importo, chiede dove accreditarlo: conto corrente, ricarica telefonica etc; saranno gli utenti a decidere dove vogliono che vada a finire questo denaro. Possono persino scegliere anche di devolvere la cifra in beneficenza».