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Cara burocrazia, alle aziende costa 3 miliardi l'anno

Uno studio misura il peso delle scartoffie sulle imprese

Sono 76 i giorni di lavoro persi per stare al passo con le incombenze e ogni società deve destinare almeno un dipendente per seguire pratiche e scadenze. E dal 2005 al 2010, le code in Comune si allungano del 6,7%

Disagi alle Poste, code agli sportelli
Disagi alle Poste, code agli sportelli

Milano, 16 febbraio 2012 - Tre miliardi e 430 milioni di euro. Tanto costa ogni anno la burocrazia alle imprese lombarde. A fare il calcolo è stata Confartigianato Lombardia (oltre 95mila attività artigiane associate) che ha misurato il peso che scartoffie, code agli sportelli e funzionari non sempre solerti hanno sui conti delle aziende. Non solo. Recentemente la Camera di commercio della Brianza ha stimato che «ogni impresa lombarda è costretta a dedicare un dipendente full time per risolvere i problemi con le complessità burocratiche. È infatti di circa 1.200 euro al mese la spesa di ogni impresa lombarda per la burocrazia che “ruba” alle aziende 76 giorni lavorativi all’anno».

Le province dove gli adempimenti amministrativi «costano» di più sono Milano e Monza (è disponibile il dato aggregato). Qui il «danno economico» per le imprese con dipendenti ammonta un miliardo e 439 milioni di euro. Seguono Brescia dove i costi ammontano a 477 milioni, Bergamo (388 milioni), Varese (295 milioni), Como (201 milioni), Pavia (152 milioni), Mantova (128 milioni), Lecco (114 milioni) Cremona (103 milioni), Sondrio (74 milioni) e Lodi (62 milioni). Numeri impressionanti che stanno alla base dei piani di «semplificazione burocratica», attuati e da attuare, del governo Monti. Processi di sburocratizzazione spesso annunciati dalla politica negli ultimi anni, ma che poi, stando ai numeri, non hanno prodotto i risultati sperati.

Gli addetti di Confartigianato Lombardia, cronometro alla mano, sono infatti andati a misurare il tempo che si passa in coda all’anagrafe e all’Asl. E hanno scoperto ad esempio che, fra il 2005 e il 2010, i tempi d’attesa agli sportelli dell’anagrafe dei Comuni lombardi, anzichè diminuire, sono aumentati del 6,7%. Meglio è andata agli utenti dell’Asl dove l’incremento è stato dell’0,2%.

«In relazione ai servizi anagrafici dei Comuni — si legge nello studio di della Confartigianato regionale — si osserva che nel 2010 il 65,3% degli utenti lombardi di questi servizi rimangono in coda per meno di dieci minuti, mentre il 12,3% dei cittadini ha fatto una fila superiore ai 20 minuti. In particolare in un contesto in cui la quota di utenti di Internet è cresciuta in 5 anni, dal 2005 al 2010, di 18,4 punti percentuali e in cui il numero di dipendenti pubblici rimane sostanzialmente costante nel tempo, si sottolinea con preoccupazione un incremento delle code per accedere ad alcuni servizi pubblici».

fabio.lombardi@ilgiorno.net

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