Il monumentale contrabbassista nero dell’avanguardia come William Parker porti all’Aperitivo in Concerto del Manzoni (domenica, ore 11) “The Essence of Ellington” in prima italiana
Milano, 2 febbraio 2012 - Dica, duca. Ellington è sempre stato il punto di contatto fra tradizione e avanguardia: ricordo rigurgiti di toccante lirismo nell’improvvisazione di Archie Shepp. Per questo, non mi stupisce che un monumentale contrabbassista nero dell’avanguardia come William Parker porti all’Aperitivo in Concerto del Manzoni (domenica, ore 11) “The Essence of Ellington” in prima italiana, con la sua Orchestra e il sax di Kidd Jordan. L’ennesimo interessante collettivo a progetto di questo cartellone (chapeau).
Una rilettura appassionata degli spartiti del Duca, affidati a un’orchestra di musicisti militanti: Sabir Mateen, Hamid Drake, Rob Brown, Roy Campbell, Ras Moshe e il grande pianista Dave Burrell. Parker affida la voce guida al leggendario sassofonista Kidd Jordan (classe 1935), che ha suonato con Ray Charles, Aretha Franklin, Steve Wonder, Ornette Coleman e Cecil Taylor.ù
Come il leader, del resto, compagno di viaggio di vecchi e giovani leoni, da Frank Lowe a Don Cherry, Cecil Taylor, Jimmy Lyons e Bill Dixon... ma anche responsabile di un progetto dedicato a Percy Heath e di un intrigante viaggio dentro le canzoni di Curtis Mayfield. Questa è la musica popolare nera che Ellington ha cercato di traghettare verso una contemporanea classicità per orchestra ritmica e voci (strumentali) soliste. La ricerca di William Parker è prima di tutto spirituale (la Musica Cosmica di Sun Ra, quella free e om di Coltrane) ma si avvicina anche alla ricerca della musica contemporanea (il muro di suono di quattro contrabbassi). Dal vivo e su Neos, sempre classico e free.