CRONACA

Il Trombone punk e rock
di New Orleans

L'album testimonial di "For True", il disco che coinvolge i big della musica

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Milano, 12 gennaio 2012 - Il trombone. Giustamente premiato con una nomination ai Grammy 2011, Troy Trombone Shorty Andrews è il giovane testimone di una scena a banda larga che coinvolge nell’album «For True» il chitarrista Jeff Beck, di Kid Rock, Lenny Kravitz al basso, i fratelli Ivan e Cyril Neville, la Rebirth Brass Band Horns, Ledisi, Warren Haynes. Il leggendario Lamont Dozier.

Troy, l’avrete capito, è un cantante ed autore, multistrumentista e trombonista, che fonde improvvisazione collettiva, funk, jazz e rock nel suo Supafunkrock, subito notato e lodato dal New York Times all’uscita dell’album di debutto «Backtown» (2010). Inviato da David Letterman e Jay Leno con la sua Orleans Avenue grazie all’energetico, esplosivo mix di improvvisazione (singolare e collettiva) e ritmica black, radici New Orleans e spruzzi di elettronica, scrittura che ritorna agli anni di Commodores e Earth, Wind & Fire nelle ballad.

Un sapore di musica creolla, di strada, la semi Sound, la libertà dei primi gruppi jazz funk (free) di Saint Louis e Chicago ani ’70. La dance implacabile di Tavares. Nessun ospite è fuori posto, basta la chitarra di Jeff Beck in «Do To Me» per chiarire il senso di un disco divertente e rivoluzionario. Troy è un bravo cantante, suona tromba e trombone (molto bene), organo, batteria, piano, tastiere, synth bass (gli arrangiamenti di E.W.&F: e Rick James), percussioni. Ha imparato dalla scena della sua città l’estetica ruvida e popolare del trombone, da Lamont Dozier come si scrivevano le hit immortali del passato.

di Marco Mangiarotti