Crema, 13 giugno 2017 - Le urne di Crema regalano sorprese, non sempre piacevoli. E dicono ancora una volta che dei sondaggi è meglio fidarsi poco. Il risultato premia i primi due, cioè Stefania Bonaldi e Chicco Zucchi. La prima autrice di una campagna elettorale lunghissima e tambureggiante, ma che l’ha vista spesso sola. Il suo 43% è un risultato che in tanti ipotizzavano, ma in pochi avrebbero sottoscritto. Il secondo, dato lontanissimo dalla sindaca uscente e sicuro perdente, ha messo in atto una campagna elettorale all’americana che ha pagato al di là delle più rosee aspettative. Nessuno tra le sue fila avrebbe ipotizzato il superamento di quota 40%. Lui è arrivato al 41.25%, a meno di 300 voti dalla Bonaldi con una performance da recordman olimpico. Dietro la lavagna il Movimento 5 Stelle, ancora una volta punito per il suo realismo più reale del re: scegliere il candidato sindaco in 60 e mandare allo sbaraglio un perfetto sconosciuto ha dimezzato di fatto gli elettori del Movimento che adesso deve far tesoro degli errori e ripartire, sperando in un’altra chanche. Non bene Mimma Aiello, accreditata dai sondaggi tra l’8 e il 10%, finita con un 4.12% che la fa entrare da sola in consiglio, senza alcun cavaliere. Un po’ sotto le aspettative il Popolo della famiglia, sotto il 3% per un soffio e quindi fuori dal consiglio comunale, a meno di un ticket con Zucchi che, di fatto, aprirebbe la strada al candidato più votato, Flavio Rozza, 20 preferenze.

Qualcuno esulta, altri piangono. Ha vinto l’oro Antonio Agazzi, con 391 voti. Se non vuole dilapidare il patrimonio deve andare a Canossa da Zucchi, cospargersi il capo di cenere per la campagna elettorale contro il suo candidato che ha portato avanti fino a domenica e trovare un accordo. Altrimenti si rischia il Muoia Sansone con tutti i Filistei. Due voti sotto sta l’assessore Fabio Bergamaschi (389) e poi arriva, distanziatissimo Matteo Piloni, assessore e segretario provinciale del Pd (278), Laura Zanibelli, approdata all’ultimo minuto in Forza Italia con il suo patrimonio di 202 preferenze. Quindi c’è il club dei cento, con Tino Arpini (FI) a 196, Simone Beretta (FI) a 192 e a 191 c’è il Pd Gianluca Giossi (191). Diremo ancora che tra gli assessori che si sono messi in gioco, vittoria facile di Bergamaschi e rincorse per Piloni, Attilio Galmozzi (127, Sinistra), Angela Beretta (121, Pd). Per quanto riguarda le liste, primo il Pd, ma solo al 20.14%; secondo Forza Italia con il 13.77%, poi la Lega con 11.71). Quindi le civiche. Prima quella di Zucchi, 10.65 e 1608 voti, poi quella di Bergamaschi, 7.55 e 1140 voti, infine quella della Bonaldi, 6.69 e 1011 voti. Da notare che le liste che sostengono Zucchi hanno preso più voti di quelle della Bonaldi (43% contro 42%). «Grazie ai tantissimi che ci hanno votato – ha detto la sindaca uscente. - Il mio appello è a tutti i cittadini, a partire da chi non è andato a votare perché il 25 giugno non faccia mancare il peso per il governo di Crema». «Un grazie di cuore a tutti gli alleati – ha detto Chicco Zucchi – e a tutti quelli che ci hanno creduto: dai che ghe la fem!». A Credera Rubbiano vittoria, forse più sofferta del previsto, del sindaco uscente Matteo Guerini Rocco, che prevale su Dante Pedrini per soli 70 voti: 504 a 434.