Crema (Cremona), 13 marzo 2017 - Otto nuovi postini assunti con contratto trimestrale, una arrivata ieri mattina in via definitiva, perché si tratta di un trasferimento. Ma solo sei motorini a disposizione. Questa la task force messa in campo da Poste italiane per l’ufficio di Crema, travolto ormai da settimane sia dall’arretrato sia dalle critiche sempre più pesanti dei cittadini di tutto il Cremasco. Venticinque zone da servire, nessuna dove la posta arrivi con puntualità. Nonostante il servizio sia stato dimezzato perché fornito a giorni alterni, i ritardi sono diventati sempre più pesanti.

A fronte di queste nuove assunzioni a Crema devono fare i conti con un problema non da poco: degli otto precari, solo sei possono svolgere il lavoro esterno per il quale sono stati assunti perché... non ci sono otto motorini a disposizione. E così, mentre sei postini escono, due devono restare all’interno a smistare la posta in attesa che un mezzo si renda disponibile. Con buona pace dei propositi di rimonta rispetto all’arretrato.

Una situazone paradossale alla quale si aggiunge anche il fatto che dei nove nuovi assunti sette arrivano da fuori regione. Il che significa che perderanno parecchio tempo per imparare il giro. All’interno dicono che un postino ci metta due mesi a impratichirsi, ma la cosa sembra davvero fuori proporzione. Prendiamo la città di Crema: è stata divisa in undici comparti e affidata ad altrettanti postini. Le vie sono circa 300 e a ciascun postino ne spettano meno di trenta. Difficile imparare in tempi brevi? Sembra proprio di sì. E quando apprendono il giro, è ora di andarsene. Di qui i ritardi, anche se dalle Poste fanno sapere che il nodo sta a Peschiera Borromeo e non a Crema, perché là sta il grosso della posta che viene smistata con ritardo. E se parte da là in ritardo, qui recuperarlo è impossibile. Specie senza motorini.