Crema, 17 dicembre 2015 - «Quanto ti serve, amico?». È la domanda che probabilmente anche qualche cremasco si sentirà rivolgere da un cassiere molto diverso dal solito. Perché non parlerà di interessi e neppure di obblighi, ma neanche di rate. Non è un sogno, è la realtà che a breve potrebbe sorgere anche a Crema e che sarà presentata domenica da Gledis Aiolfi e altri collaboratori, in un banchetto all’inizio di via XX Settembre, angolo piazza Giovanni XXIII. È il microcredito di Lakshmi, che è valso un premio Nobel per l’economia al suo inventore indiano, Muhammad Yunus, fondatore della banca Grameen che distribuiva pochi soldi senza garanzie alle donne indiane che volevano cominciare un’attività in proprio e che li riotteneva indietro nel 98% dei casi, banchiere sovvertitore di tutte le teorie economiche. Questa forma di solidarietà ha preso piede anche nel nostro Paese. Qui è nata la Banca dell’amore e della fiducia alla quale si possono rivolgere le persone in difficoltà che hanno bisogno di un sostegno economico per uscire da una situazione che per loro sta diventando ingestibile. Domenica prossima a questo banchetto verranno raccolti anche fondi che serviranno a finanziare la banca. Si tratta di donazioni che chiunque può devolvere, sapendo che saranno utilizzate allo scopo di alleviare le esigenze minime di persone e famiglie in difficoltà economica.

«È una grande iniziativa – assicura Alessandro Pironti di Progetto Crema, che darà una mano alla Aiolfi – che vorremmo tanto trovasse terreno fertile anche qui. Una volta aperta una filiale della Banca dell’amore e della fiducia, ci sarà un cassiere al quale rivolgersi per far presente le proprie difficoltà. I prestiti saranno devoluti senza alcuna necessità di presentare garanzie e anche senza l’obbligo di restituzione. Le persone che prendono questi soldi hanno il dovere morale di restituirli, senza interessi, quando e quanto possono, perché sono a conoscenza che dopo di loro i soldi andranno ad altre persone in difficoltà. Ma se non riescono a restituire quanto dato, lo possono considerare un regalo, un sostegno per cercare di superare un momento di difficoltà». Il tetto massimo è esiguo, mille euro o poco più. Un esempio simile viene dal Microcredito di solidarietà, società costituita nel 2006: prestiti fino a 7.500 euro con un interesse del 2% annuo, quattro volte meno del tasso medio praticato dalle banche. In questo caso non ci sono interessi né obblighi di restituzione. Solo la parola e la fiducia. E l’augurio di farcela.