Milano, 24 dicembre 2015 - Erano già in contatto come cliente e fornitore. Mailup, la società cremonese specializzata in e-mail e sms per il marketing aziendale, utilizzava i canali della modenese Agile Telecom per spedire i messaggini sui cellulari. Ora scatta l’integrazione. la seconda passa in mano alla prima: ieri, infatti, l’assemblea dei soci di Mailup ha acceso il semaforo verde all’acquisto di Agile Telecom. L’ex startup nata a Cremona dall’inventiva di cinque amici e cresciuta negli anni fino al debutto sul listino Aim di Piazza Affari, acquisterà il 100% del gruppo di Modena, attraverso un’operazione di reverse takeover, che prevede che il pesce piccolo mangi quello più grande. In questo caso Mailup, che alla fine del 2014 registrava un margine operativo lordo ante tasse e interessi di 834mila euro, ingloberà Agile, con un risultato di 869mila euro alla stessa data, per sei milioni di euro.

Quattro milioni serviranno ai cremonesi per acquistare una partecipazione del 67% nella società di Carpi. Gli altri due milioni di euro passeranno attraverso un aumento di capitale, di cui un milione 983.333,32 euro di sovrapprezzo, attraverso 666.667 azioni ordinarie riservate a Zoidberg srl. La società ha il 97% di Agile e ha tempo fino al 30 dicembre per comperare i titoli e cedere così il 33% del capitale a Mailup. «Con quest’operazione abbiamo completato il nostro primo ciclo di acquisizioni», ha spiegato l’amministratore delegato di Mailup, Nazzareno Gorni.

Al termine dell’acquisto, la compagine della controllante sarà ripartita tra i cinque soci fondatori – Luca Azzali, Matteo Bettoni, Alberto Miscia, Matteo Monfredini e l’ad Gorni, tutti al 15% –, il neo-eletto consigliere d’amministrazione Giandomenico Sica al 3,5%, Gianluca Pronti, il manager dietro la Zoidberg, al 7,7%, e il restante 13,8% al mercato. L’acquisizione di Agile consolida Mailup nel segmento degli sms. Dall’apertura nel 2002 la società di Cremona ha raggiunto quota 25 miliardi di messaggi inviati ogni anno e può contare novemila clienti, tra diretti e indiretti. Da due anni i vertici insistono sul dossier estero, l’obiettivo è espandersi fuori dai confini italiani. Dopo Stati Uniti, Europa e Argentina, il gruppo è arrivato anche in Asia, con due join venture in Indonesia e in Giappone. «Oggi abbiamo un fatturato internazionale superiore al 40% – ha aggiunto l’ad – e ci candidiamo a diventare il principale player nel nostro settore in Europa e nei mercati emergenti».

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