Cremona, 5 gennaio 2016 - Da circa un anno il dossier era sulle scrivanie del Comune di Cremona e di Aem spa, la municipalizzata che si occupa di strade, parcheggi e illuminazione pubblica della città: dismettere il 51% di azioni con cui la in-house controllava la società del trasporto pubblico Km spa. Ma l’operazione è andata in porto qualche giorno fa, quando le quote sono passate in mano ad Arriva Italia, a sua volta controllata dalle Ferrovie tedesche e già proprietaria del 49% della società. Dopo Bergamo e Brescia, anche il 100% degli autobus di Cremona finisce nel portafoglio della Deutsche Bahn, che attraverso Arriva ha ramificazioni anche nel trasporto pubblico di Como e Lecco. L’acquisto di Km spa vale 3,5 milioni di euro più uno, un rialzo che limava al rialzo i 3,498 milioni di euro di valore che i periti avevano assegnato alla quota di maggioranza. Sufficiente, tuttavia, per assegnare ai tedeschi il controllo dell’ex municipalizzata. 

«Con questa assegnazione complessiva possiamo consolidare la gestione del servizio, di cui già ci occupavamo», osserva l’amministratore delegato del gruppo, Leopoldo Montanari. L’asta pubblica per vendere le quote di maggioranza si è chiusa a inizio dicembre, con un mese di ritardo sul bando iniziale perché la consegna delle offerte aveva tempi giudicati strettissimi dai partecipanti. Poi, a fine anno, il perfezionamento dell’acquisizione. Il contratto di servizio che regola il trasporto pubblico in provincia di Cremona vale 116.390.789,58 euro più Iva e dura otto anni, fino al 2021. Nel 2013 ha vinto la gara un raggruppamento di imprese, composto da Autoguidovie, Line, Miobus, Star e dalla stessa Km, che ne detiene il 39% e trasporta ogni 3,2 milioni di passeggeri nella città di Cremona e nell’area sud-est della provincia. A conti fatti, per la neo-controllata di Arriva il contributo pubblico vale circa 5,6 milioni di euro l’anno.

Dopo aver acquisito il primo tassello nel 2002, il braccio in Italia delle Ferrovie tedesche ha atteso la dismissione da parte degli enti locali per chiudere il cerchio e inglobare una società da 11 milioni di euro di fatturato annuo, 111 dipendenti e cento autobus sulle strade del Cremonese. E ora Arriva tiene gli occhi aperti anche su altre operazioni. «Quello che è successo a Cremona sta succedendo in tutta Italia, le norme spingono alle dismissioni non strategiche – spiega Montanari –. Siamo interessati ad altre acquisizioni azionarie». In Lombardia le pedine sono ferme, almeno per Arriva, che possiede già il 100% di Sab (trasporto pubblico a Bergamo) e di Sia (la «cugina» di Brescia) e non fiuta movimenti tra Lecco e Como. Le antenne tuttavia sono drizzate. Il gruppo, nato inglese ma passato nel 2010 alla Deutsche Bahn, opera in 14 Paesi, dove trasporta 2,2 miliardi di persone tra gomma e ferro, con ricavi che si aggirano intorno ai quattro miliardi di euro. Di questi circa 340 milioni sono il frutto delle attività in Italia, dove il gruppo ha ramificazioni nel settore locale, con 2.300 autobus in viaggio tra Lombardia, Piemonte, Liguria e Friuli Venezia Giulia. Numeri a cui nei mesi prossimi sarà aggiunto il bilancio del servizio di parcheggi e navette all’Esposizione universale di Milano.

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