Cremona, 5 settembre 2017 - Campane nel mirino e dopo Romanengo, ecco Trescore Cremasco. A Romanengo una soluzione è stata trovata, anche grazie all’intervento del sindaco Attilio Polla, che ha suggerito alle parti, anziché farsi la guerra a colpi di dichiarazioni, di parlarsi. E così è stato. Le famiglie che ritenevano di essere disturbate dal suono delle campane sono state ricevute dal parroco, don Emilio Merisi e si sono parlati, mettendo sul tavolo le rispettive ragioni. Alla fine, un accordo è stato trovato e i contendenti hanno mostrato reciproca soddisfazione, lasciandosi con un abbraccio che ha suggellato la pace. 

Non è così a Trescore dove una decina di famiglie si sono lamentate con il sindaco Angelo Barbati per il rumore, famiglie che abitano nel raggio di una cinquantina di metri dal campanile: «Si lamentano perché a finestre aperte il suono è molto forte – dice il sindaco Barbati, che si mette a disposizione per cercare di trovare un accordo –. Riferirò al parroco don Elio Ferri quanto mi è stato riportato e vedrò se ci sono i margini per comporre il litigio». Non sembra molto del parere il parroco, che fa sapere che le campane suonano da 300 anni senza che nessuno si lamenti. La domenica don Elio afferma che si suona per il richiamo delle tre messe e per le ore. Di più. Il parroco ritiene che il suono delle campane dia fastidio solo a qualche famiglia nuova, forse non abituata a questa usanza. E sembra non dare alcun peso alla possibilità che chi si lamenta possa riunirsi in comitato e chiamare l’Arpa a misurare i decibel liberati dallo scampanio.