Crema, 9 settembre 2017 - Seminario addio. La Curia vescovile che fa capo al nuovo vescovo Daniele Gianotti ha preso una decisione che forse era nell’aria ma che sin qui era sempre stata rimandata: chiudere il seminario vescovile di Vergonzana e cercare di affittarlo per portare soldi alle asfittiche casse della chiesa cremasca, da anni alle prese con un debito che stenta a ridursi. Stiamo parlando dei restauri al Duomo, effettuati con tre anni di lavori e che sono costati 4.3 milioni di euro, contro l’esiguo milione che la chiesa aveva a disposizione e che all’inizio si era preventivato di spendere.

Ora, a tre anni dalla riapertura, Pasqua del 2014, restano ancora debiti da saldare per circa due milioni di euro che producono ogni anno interessi passivi che si fatica a rincorrere. Per questo motivo la Curia è ricorsa a parecchi stratagemmi: ha venduto la sede della libreria La buona Stampa in via Mazzini, ha messo in vendita il palazzo di via Civerchi (ma senza fortuna) e ora ha deciso di smantellare il seminario di Vergonzana. Attualmente ci sono solo tre aspiranti sacerdoti che, se tutto va bene, saranno consacrati nei prossimi sette anni. Troppo pochi e troppo tempo per mantenere in vita una struttura che conta di una casa per il rettore, otto stanze per gli ospiti, una cappelletta e due saloni per le riunioni, il tutto di recente costruzione. Perciò la Curia ha deciso di fare il grande passo e mettere sul mercato degli affitti la struttura che sorge nelle campagne di Crema.

Per quanto riguarda i tre aspiranti sacerdoti, saranno mandati a studiare a Lodi e vivranno nella casa dell’ex parroco di S. Pietro, parrocchia da tempo accorpata a S. Benedetto. I tre seminaristi poi, quando saranno liberi da lezioni, saranno destinati a qualche parrocchia che ha bisogno di una mano.