Crema, 13 febbraio 2018 - Numeri da record per il pronto soccorso che nel 2017 ha sfondato quota 65mila accessi (erano stati 62.352 lo scorso anno). Numeri che fanno pensare alla mole di lavoro del personale a disposizione del primario Giovanni Viganò: 30 infermieri e dodici medici. Nel corso del 2017 gli accessi sono stati 65.069, con punte di oltre 220 persone il giorno durante i picchi di caldo d’estate, nei mesi da giugno ad agosto e a novembre, con il primo attacco influenzale. Andando a esaminare i numeri, possiamo dire che 55.120 persone sono state visitate e poi dimesse (84.7%), mentre 2054 (3.1%) se ne andato prima di essere visitato o prima del termine della visita.

I ricoverati dopo la visita sono stati 7328 (11.3%), mentre 277 (0.4%) hanno rifiutato il ricovero. Infine, 37 persone sono decedute una volta arrivate in pronto soccorso (0.06%). Andando ad analizzare la gravità del paziente, possiamo riferire che 609 (9.36%) persone sono arrivate in pericolo di vita (codice rosso), ma che di queste, dopo accertamenti e dopo un periodo di osservazione all’interno del pronto soccorso, 83 (13.6%) sono state dimesse, mentre 462 (75.9%) sono state inviate nei vari reparti. Venti sono stati i pazienti mandati in altra struttura, mentre 33 (5.4%) non ce l’hanno fatta a causa della gravità del quadro clinico presentato. I pazienti arrivati in codice giallo sono stati 7930 (12.19%) dei quali ben 4750 (59.9%) dimessi, mentre 2905 (36.6%) inviati in reparto. Sono 51 i pazienti indirizzati in altro ospedale, mentre 68 se ne sono andati prima della visita e 81 hanno preferito tornare a casa rifiutando il ricovero.

La stragrande maggioranza dei pazienti arriva in codice verde (cioè al termine della visita dovrebbe pagare il ticket…). Questi pazienti sono stati 50.484 per una percentuale sul totale del 77.59%. «Pensiamo di aver fatto un buon lavoro – dice il primario – e adesso attendiamo l’ampliamento del pronto soccorso, per il quale c’è già lo stanziamento e a breve ci sarà il progetto. Spero entro quest’anno di vedere i lavori finiti».