Cremona, 16 febbraio 2017 - Il volto della pianura padana sta cambiando rapidamente. Uno degli elementi più tipici della bassa pianura, il pioppo, oggi è diventata quasi una rarità: un paesaggio che rischia di svanire dall'immaginario collettivo. La denuncia arriva da Coldiretti che ha pubblicato i risultati di uno studio, sottolineando che “Gli alberi spilungoni che fanno da ali verdi al Po e al Ticino nella pianura lombarda sono diminuiti del 77% negli ultimi due anni, passando da 13.589 ettari a 3.158. “Noi li abbiamo ancora, in golena, vicino al Po, sono terreni vocati a questo tipo di coltivazione - spiega Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Cremona -. In zona un tempo i pioppeti erano più diffusi, oggi molti li hanno tolti anche per l’andamento poco favorevole dei prezzi di mercato: siamo praticamente ai livelli di 30 anni fa”.

Nonostante tutto – spiega la Coldiretti regionale – in Lombardia resiste ancora un patrimonio di oltre 900mila alberi usati sia nell’industria del legno che in quella della carta. “In questo periodo le quotazioni variano dai 45 ai 65 euro a pianta: tutto dipende dalla qualità, dalle dimensioni e dal mercato” spiega Gianfranco Baboni, 53 anni, che coltiva pioppi su una superficie di 55 ettari a Marcaria (Mantova). I tronchi hanno tre destinazioni principali: la parte più nobile viene sfogliata e serve per produrre il compensato, una parte serve per fare carta, imballaggi e truciolati, mentre ciò che rimane è trasformato in cippato per la produzione di energia.

In Lombardia – spiega la Coldiretti regionale – le maggiori concentrazioni di pioppi si trovano nelle province di Mantova con 1.409 ettari, Pavia con 1.077, Cremona con 325, Lodi con 179, Milano con 108, Brescia con 40 ettari, Varese con 13, Sondrio con 3, Monza e Brianza con meno di 2 ettari, Lecco con un ettaro e Bergamo con mezzo ettaro che ha il record negativo con un crollo del 95%, visto che solo due anni prima erano più di 9 ettari coltivati. Cali decisi – spiega la Coldiretti Lombardia – riguardano però quasi tutte le province: Cremona ha perso il 79% dei boschi, Lodi l’81%, Milano l’83%, Pavia l’84%, Brescia il 66%, Mantova il 60%, Varese il 44% e Monza il 33%. Stabile Sondrio mentre Lecco guadagna qualcosa passano da 0,2 a 1,2 ettari. Ma è troppo poco per riavere tutti i boschi del Mondo Piccolo di Giovannino Guareschi.