Crema, 7 luglio 2015 - Al quarto tentativo, trent'anni di galera. Questa la decisione della seconda sezione della Corte d'Assise d'appello di Milano, incaricata dalla Cassazione di istruire un nuovo processo d'appello per l'omicidio di Angelo Ogliari, avvenuto nella notte del 31 ottobre 2007 a Cremosano. Sul banco degli imputati, per la terza volta, i due amanti, Jolanta Lewandowska, ex moglie di Angelo Ogliari, dal quale aveva avuto una figlia per la quale i due erano in lite continua e l'amante dell'epoca, il tassista Edgar Fagraldines.

Stavolta la corte ha deciso per la condanna, dopo aver esaminato le perizie ordinate agli esperti. In particolare, il perito Giorgio Portera aveva chiesto e ottenuto di controllare la famosa impronta lasciata nel sangue da uno degli assassini, orma che era di un piede piccolo. Alla richiesta non si era opposta la Lewandowska, che era tornata apposta dalla Polonia per sottoporsi alla prova. L'esito sembrava favorevole all'imputata, visto che l'impronta era di un piede che calza un 37 e la donna porta il 38 o il 39. Tuttavia a pesare sulla decisione della corte, presieduta dal giudice Anna Conforti, sono state le motivazioni della Cassazione, che aveva ordinato di ripetere il processo d'appello. Al termine della requisitoria del pm Maria Vulpio, la corte si è ritirata e dopo un'ora ha emesso la sentenza di condanna a trent'anni per ciascuno dei due imputati che tuttavia restano liberi, in quanto, quando saranno depositate le motivazioni, assisteremo a un nuovo ricorso in Cassazione dal parte degli avvocati Martino ed Elisa Boschiroli. I due imputati non erano in aula.

di Pier Giorgio Ruggeri