Trigolo, 19 gennaio 2017 - Lei se n’è andata sabato. Lo ha lasciato dopo più di 50 anni di matrimonio. Lui, troppo solo in quella casa, ha sperato di seguirla e la mattina di lunedì non si è più alzato dal letto nel quale aveva sempre dormito con la sua sposa. Lei si chiamava Germana, aveva 80 anni e il suo tempo si è fermato. I due figli, affranti, hanno provveduto al funerale, fissato lunedì mattina.

Lui si chiamava Battista, aveva 84 anni e sabato non credeva fose arrivato il terribile momento di dover lasciare la moglie, dopo una vita passata insieme. La veglia funebre, le preghiere, i tanti amici venuti a stringere le mani e recitare una preghiera per lei. Lui non ci stava, non voleva capire quel mistero grande che porta via quel che più amiamo così, all’improvviso, senza darci mai il tempo che ci è sufficiente per prepararci. Battista era uomo di poche parole e poche lacrime. Attonito aveva assistito a quel passaggi di amici e conoscenti. Poi la sera, stanco e pieno di domande, si era ritirato nella sua casa. Si è coricato in quel letto da solo, senza la sua Germana. Non gli sarà sembrato giusto, di certo gli sarà parso strano allungare la mano nella notte e non trovare più nessuno accanto a lui. Un dolore troppo grande che alla fine gli ha spaccato il cuore.

Lunedì mattina, il giorno dell’estremo addio a Germana, il figlio è andato a prendere Battista per prepararlo all’ultimo, amaro saluto. Ha suonato al campanello e nessuno ha risposto. Ha aperto, non c’era nessuno ad accoglierlo. Ha chiamato, non ha avuto risposta. Ha socchiuso la porta della camera e ha visto il padre, sereno in volto. Era andato a raggiungere la sua Germana. L’ha raggiunta. Ancora una volta insieme, dove il tempo non conta più.