Bagnolo Cremasco (Cremona), 17 giugno 2017 - Morta dopo 15 anni di coma vigile causato da un errore medico prima di subire una banale operazione per l’asportazione di un nodulo al seno, provocato dal fatto di non aver visto la grande scritta che compariva sulla copertina della cartella medica che accompagnava la donna, Carmen (Carmelina) Mauriello, all’epoca 40 anni, in sala operatoria, il 13 febbraio 2002. La donna è morta la scorsa settimana. La cartella clinica dice che il decesso è dovuto a un’infezione urinaria. Di per sé questa causa non è sufficiente a uccidere una persona, ma la Mauriello era debilitata da 15 anni di coma, durante i quali i suoi cari, il marito Gianpaolo Carrera e la figlia Erminia, le sono stati accanto. La famiglia Carrera, originaria di Bagnolo Cremasco, viveva da qualche tempo a Borgo San Giovanni in una villetta che aveva da poco acquistato.

La donna denunciava dei noduli al seno, per i quali aveva già subito due interventi a Lodi. Stavolta, per il terzo, aveva scelto l’ospedale di Crema, nonostante la contrarietà del marito. Durante il processo, celebrato nel tribunale di Crema, è stato detto che il tragico errore fu commesso per una dimenticanza. Eseguito un intervento su un paziente, la sua cartella clinica era rimasta nella sala operatoria, mentre quella della Mauriello, dove in copertina era scritto a caratteri cubitali che la donna era allergica alla penicillina, era finita sotto e i sanitari avevano letto la cartella sbagliata.

La donna venne portata nel nosocomio di San Colombano al Lambro e dopo due mesi si svegliò dal coma profondo, ma rimase sempre in uno stato di coma vigile. Quando i parenti andavano a trovarla, lei sembrava sorridere, senza però mai interagire con loro. Solo quando la figlia è andata a mostrarle il nipotino, lo scorso anno, una lacrima era scesa dai suoi occhi. Un calvario pesantissimo, quello dei familiari. Il padre era tornato ad abitare a Bagnolo e in tutti questi anni non ha mai mancato di andare un giorno a trovare la moglie. Poi, il mese scorso, l’infezione che si rivelerà fatale. Carmen ha lottato per 20 giorni, ma alla fine ha ceduto. Adesso che la donna, dopo 15 anni, è deceduta, potrebbe riaprirsi anche l’iter giudiziario. Se verrà prodotto un certificato nel quale si dichiara che la morte è diretta conseguenza di quel drammatico errore, allora ci potrebbe essere la chiamata in correo per omicidio colposo.