Cremona, 29 agosto 2014 - "Dagli accertamenti eseguiti, l’associazione non può svolgere attività di pensione canina e di rifugio in quanto priva dei requisiti necessari". Queste le ragioni del Comune di Cremona per revocare le autorizzazione a Scondinzolandia di svolgere la sua attività. La decisione del Comune è arrivata a qualche mese di distanza dal blitz che aveva portato al sequestro della struttura di Costa Sant’Abramo: presso il centro gestito da un 45 mantovano, B.D. erano state riscontrate molte irregolarità.

L’indagine, partita in seguito a diverse denunce presentate da cittadini che accusavano l’uomo di truffa e di maltrattamento, ha portato al sequestro penale ed amministrativo di parte della struttura e di una cinquantina di cani. A Scondinzolandia all’arrivo dei poliziotti erano ospitati 63 cani, tredici dei quali in ambienti considerati fuori legge. Per altri cinquanta invece sono stati rilevate alcune irregolarità. Inoltre, scavando con uno scavatore vicino ad una casetta all’interno del centro, gli inquirenti hanno trovato i resti di sei animali, sepolti senza il rispetto delle norme previste per legge, secondo cui gli animali, una volta deceduti, vanno smaltiti come rifiuti speciali.