Cremona, 30 luglio 2017 - Una Fondazione, un consultorio per bambini. Il nome di Maria Laura Satta rimarrà in Kenya, nel cottage di Kikambala dove la donna di Cremona ha trovato una morte atroce, la testa fracassata a colpi di machete e forse anche di ascia da una banda di rapinatori. Lo annuncia il marito Luigi Scassellati, rimasto ferito nel brutale assalto del 22 luglio, alla vigilia del ritorno in Italia. Non abiterà più nella località costiera, lo chalet cesserà di essere un luogo di vacanza.

«Tornerò in quella casa - dice Scassellati a Franco Nofori, giornalista del quotidiano online Africa Express – quando sarò ristabilito e quando avrò riacquistato la forza morale per farlo. Ho già preso contatti con un amico medico impegnato in opere di beneficenza. Quella casa sarà il primo frutto di una fondazione a nome di Maria Laura e si trasformerà in un consultorio per bambini». La ferite alla testa, da cui ha perso molto sangue. Il braccio sinistro al quale il machete ha strappato quasi per intero la carne. Il viso segnato dalle bastonate. Il passo ancora faticoso. La camera del Mombasa Hospital è sorvegliata da un vigilante armato. Ieri mattina il console italiano a Mombasa, Fiorenzo Castellano, accompagna Scassellati e i figli all’aeroporto. Decollo alle 10.10, alle 17 atterraggio a Malpensa, dove sono in attesa la nuora, Ilaria Sarsilli, e un’ambulanza della Cri di Caravaggio. L’quipaggio si allontana da una uscita riservata. L’ex negoziante cremonese viene trasportato in un ospedale top-secret. Il giardiniere Lewis è sempre in custodia della polizia keniota.