Cremona, 24 luglio 2017 - "Vivono in uno chalet, circondato da altre villette simili e in questi villaggi c'è sempre un custode: non voglio lanciare accuse senza avere elementi in mano, ma mi chiedo che cosa abbia fatto il guardiano". Sono le parole di Stefano Scassellati, il figlio della coppia di cremonesi aggredita in Kenya a Kikambala: Maria Laura Satta, 72 anni, è stata uccisa, mentre Luigi Scassellati, 71 anni, è rimasto ferito. L'uomo non è più in pericolo di vita. 

Cremona. Il figlio Stefano vive a Mozzanica, in provincia di Bergamo, ed è assessore comunale: "Mio padre è ancora ricoverato nell'ospedale di Mombasa - aggiunge - È stato colpito alla testa da uno dei due ladri che poi hanno massacrato mia madre che si trovava in bagno. I miei genitori frequentano il Kenya da quindici anni. Trascorrono lì sei mesi all'anno, tre d'inverno quando qui è freddo e tre in estate e in tutti questi anni non hanno mai avuto problemi, non hanno mai subìto furti né aggressioni e nemmeno minacce. Non so nulla delle indagini: non so nemmeno se siano state aperte". Intanto la procura di Roma ha aperto un'inchiesta sull'accaduto. Il magistrato, in stretto contatto con la Farnesina, ha già disposto una rogatoria internazionale per eseguire accertamenti nel Paese.

Domani, martedì 25 luglio, Luigi Scassellati sarà interrogato dalla polizia nel Mombasa Hospital. Invece i due figli, Stefano di 48 anni e Roberto di 45, partiranno domani sera per il Kenya. Il primo abita e lavora nell'azienda del suocero a Mozzanica, dov'è assessore comunale al commercio; l'altro è impiegato alla Seted, ditta che commercializza materiali per ufficio, fondata dal padre nel 1976 a Cremona, poi ceduta e trasferita a Piacenza.