Cremona, 21 febbraio 2017 - «Ho sentito un forte lamento che veniva dal motore della mia auto. Mi si è gelato il sangue. Ho spento e ha cercato di capire quel che dovevo fare». Comincia così il racconto di Paolo Bezza, 39 anni, che ha trovato un gatto nel motore della sua Passat e, con non pochi problemi, è riuscito a salvarlo. Siamo ai primi di gennaio a Cremona. Brezza, un lavoro nel campo degli animali, è andato a trovare la fidanzata. Quando deve rientrare ad Agnadello, dove risiede, erano le 21 ed è salito sull’auto e l’ha messa in moto, sentendo le grida del gatto. Ha spento il motore e ha chiamato i vigili del fuoco che hanno risposto che loro sarebbero intervenuti e avrebbero smontato il fanale per cercare di raggiungere l’animale.

La cosa però non è piaciuta a Bezza, che ha deciso di interpellare il suo meccanico, Massimo Ferrari di Izano, il quale si è dichiarato disposto a riaprire l’officina. Era necessario però portare l’auto a Izano e si è deciso di intervenire il giorno successivo. Bezza torna a casa con l’auto della fidanzata e il giorno dopo, con un carro attrezzi ha prelevato la Passat a Cremona e l’ha portata in officina. Lì è stato aperto il motore e dentro è stato trovato un gatto. Piuttosto malridotto, ma vivo. Ferrari ha contattato Alice, una sua amica che fa parte dell’associazione Arischiogatti e il micio è stato portato in clinica a Madignano dove è stato visitato e poi ricoverato per ustioni e ferite. Contemporaneamente la presidente di Arischiogatti ha cercato di capire di chi potesse essere il micio. Anzi la micia perché dalla clinica l’avevano informata che si trattava di una femmina. Andando scartabellare gli appelli messi in internet da Cremona la presidente vede un annuncio, datato qualche giorno prima del ritrovamento e postato da Paola Orsini. Il gatto è uguale, solo che quello che si cerca è un maschio. La Oliari ha fatto una verifica in clinica dove hanno rettificato: si tratta di un maschio.

A quel punto la presidente ha chiamato la persona che cercava il gatto perso, Letizia Villa, attivista della Scivac, l’associazione veterinaria che ha sede a Cremona. La donna, molto emozionata, risponde che c’è un sistema infallibile per verificare se si tratta di Romeo, il micio perso: quel gatto ha una placca metallica nella zampa anteriore destra perché è stato operato per la rottura di un legamento. In clinica hanno eseguito la lastra ed ecco apparire la placca: si trattava davvero di Romeo. Grande emozione tra i veterinari dello Scivac che non speravano più di ritrovare il loro Romeo, adottato tre anni fa insieme alla sua sorellina, Giulietta. Così Romeo è tornato a casa insieme alla sua Giulietta che quando si era perso ha passato un periodo senza mangiare ed è tornato a farsi riempire di coccole dai suoi amici veterinari che lo stanno curando.