Cremona, 5 settembre 2017 - «L’allarme è suonato alle 3.58 di domenica. Ma solo per un attimo. Ho pensato a un contatto. Invece i ladri c’erano davvero». Lo dice Gianfranco Provenzi, titolare della Sanitas, struttura di analisi cliniche che sorge in via Stazione a Crema. E i malviventi sono penetrati all’interno e ci sono rimasti almeno un’ora, tempo necessario a sventrare la grossa cassaforte sia davanti che dietro e a prelevarne il contenuto. Sull’ammontare del furto è sorto un iniziale equivoco. Il titolare riteneva che nella cassaforte ci fossero i soldi necessari per pagare una rata dell’ultimo macchinario acquistato, un tomografo del valore di 250mila euro, oltre all’incasso della giornata, altre parecchie migliaia di euro. 

Non aveva incrociato il contabile che, avendo a disposizione una grossa cifra, aveva preferito depositarla in banca e non lasciarla in cassaforte. Quando ieri alle sette il personale arrivato per cominciare il lavoro si è accorto del furto, ha avvertito il titolare e la polizia e Provenzi ha riferito alle forze dell’ordine la cifra che riteneva ci fosse nella cassaforte. Dopo un paio di ore però è arrivato il contabile che ha chiarito tutto: «In cassaforte c’erano esattamente 3.064 euro – ha detto alla fine Provenzi – e i ladri hanno fatto oltre 20mila euro di danni per arrivare a sventrare la cassaforte».

Il colpo dei soliti ignoti è cominciato nella notte tra sabato a domenica. I malviventi sapevano della cassaforte, del suo presunto contenuto e anche come entrare nella struttura. Il colpo era stato studiato a tavolino. I banditi sono passati dal retro, raggiungendo una finestra di aerazione della caldaia. Prima hanno rotto l’infisso, facendo scattare l’allarme, subito bloccato. Poi hanno atteso in luogo sicuro per verificare che non arrivasse nessuno e sono entrati in azione. Una volta dentro hanno messo fuori uso anche l’impianto di videosorveglianza, anche se alcune immagini sarebbero state recuperate e si vedrebbero i malviventi agire a volto scoperto. I banditi hanno portato nella Sanitas dei flessibili e hanno cominciato a tagliare la cassaforte. Lo spessore dell’acciaio è notevole, 15 centimetri e i malviventi devono aver lavorato parecchio tempo prima di avere ragione del forziere, tanto che l’odore del metallo bruciato si avvertiva ancora molto forte lunedì mattina. Alla fine, quando stava già albeggiando, i malviventi sono fuggiti dalla finestra che dà sulla stazione. Il primo treno arriva poco dopo le cinque e qualcuno potrebbe aver visto qualcosa. Sul posto il commissariato ha inviato gli uomini della Scientifica alla ricerca di impronte utili per riconoscere gli autori del furto.