Crema, 7 gennaio 2018 - Furti nel cremasco, una lunga sequenza che dalla fine di settembre sembra non terminare mai e che arriva, compresa anche una decina di rapine, ormai a quota 150 colpi, con una media di tre furti ogni due giorni. Sottolineando che questi sono i furti conosciuti, perché le forze dell’ordine non rilasciano informazioni in merito ai misfatti. Detto che diventa difficile salvaguardare la propria abitazione da questi assalti, ribadito il concetto che ormai sono parecchi i paesi che si sono dotati di varchi elettronici e telecamere, sottolineato che dal mese di agosto si sta attendendo il collegamento con gli archivi del ministero che danno la possibilità di individuare un veicolo rubato in tempo reale, diventa sempre più presente l’esigenza di fare qualcosa subito che possa funzionare da deterrente.

Quindi, in alcuni paesi è scattata la fase dell’autosoccorso, con la cittadinanza attiva che consiste in una rete di persone collegate via whatsapp che controllano la propria via o una parte del territorio. Il primo esperimento di cittadinanza attiva è sorto a Ripalta Cremasca, comune che mette insieme quattro circondari, tre anni fa. Due i gruppi sorti, uno che controllava Bolzone e l’altro Ripalta Nuova e Zappello. «I due gruppi funzionano – afferma il sindaco Aries Bonazza – perché le segnalazioni di auto sospette vengono spesso inoltrate alle forze dell’ordine. Inoltre, il varco e le telecamere del paese spesso hanno immortalato i ladri e le immagini sono state passate a chi di dovere. Non abbiamo il collegamento con il centro operativo del ministero, che sta a Napoli, in quanto il nostro varco, come tutti quelli installati nel cremasco, ha un software non compatibile. A marzo verranno sistemati i varchi di Scrp (società dei comuni del cremasco) e allora tutti i software saranno unificati e si potrà attuare il collegamento». Altro esempio di cittadinanza attiva è stato messo in atto a Izano.

Dopo l’ondata di furti che in pochi giorni ha visto una dozzina di case saccheggiate, una cinquantina di abitanti si sono attivati, pattugliando le vie e segnalando movimenti sospetti. Da allora i furti si sono azzerati. Chi è molto contento della cittadinanza attiva è il sindaco di Pianengo, paese che sembra essere stato dimenticato dai ladri. «Lo dico incrociando le dita – afferma il primo cittadino Roberto Barbaglio – ma non abbiamo segnalazione di furti. Penso che probabilmente il sistema di cittadinanza attiva funzioni. I cartelli messi all’inizio di via IV Novembre e via Matteotti, le strade interessate da questa esperienza, sono un toccasana. E anche la collaborazione con le forze dell’ordine funziona».