Crema, 4 novembre 2017 - «Non ho parole». È sconsolato don Lorenzo Roncali, parroco di S. Bernardino, per il furto subìto giovedì sera, l’ultimo di una serie di episodi dopo le ingiurie di Halloween e della scorsa estate. Questa volta il sacerdote è finito nel mirino dei ladri. I malviventi sono entrati in casa, hanno rovistato e trovato i soldi raccolti in questi giorni, 9mila euro, prima di sparire nel nulla. «Di certo mi hanno controllato – racconta il parroco –. Sono rientrato alle 19 dal commissariato dove avevo denunciato le frasi irriguardose apparse nel quartiere. Inoltre, il circolo Mcl, che è nel mio stesso cortile, chiude un quarto d’ora prima. A quel punto i ladri hanno avuto via libera». I malviventi hanno forzato una finestra che dà su via Monte Nero, strada secondaria e poco frequentata e sono entrati nella casa del parroco.

I banditi sapevano probabilmente dei soldi nascosti. E li hanno cercati con insistenza a giudicare dal disordine lasciato e dal fatto che non hanno preso altro. «I responsabili probabilmente erano al corrente dei soldi che avrei dovuto andare a depositare proprio questa mattina (ieri per chi legge) – riprende il parroco –. Penso che siano entrate diverse persone perché hanno buttato all’aria particolarmente il mio studio e la stanza della fotocopiatrice. Inoltre qualcuno è salito al piano superiore e ha sfondato la porta per entrare nella stanza che era del precedente parroco, don Natale (anche lui ha subito due furti, ndr). Anche qui hanno buttato all’aria tutto». Sono tempi durissimi per don Lorenzo, che nella notte di Halloween è stato vigliaccamente attaccato. Qualcuno ha seminato una serie di scritte nelle quali si invita il parroco ad andarsene, scritte accompagnate da disegni osceni che sono apparse tra il cimitero e via Vittorio Veneto. Il parroco comunque è amatissimo dalla comunità, che subito si è mobilitata, mostrandogli affetto e comprensione, oltre che scrivendogli numerosi messaggi di solidarietà. Don Lorenzo era già stato attaccato con delle scritte ingiuriose sul sagrato della chiesa ad agosto e pochi giorni dopo essere stato nominato parroco, due anni fa, altre scritte e disegni erano stati tracciati sui muri dell’oratorio, dipinti di fresco.