Casalmaggiore (Cremona), 16 luglio 2015 - «Ti ricordi la vicenda della Zardi? Lo slavo mi ha detto che a ucciderla era stato Giulio ...». Una telefonata intercettata nel 2013 fra due indagati per la morte di Arianna Zardi, venticinquenne impiegata di Casalbellotto, frazione di Casalmaggiore, uscita di casa attorno alle 13 del 30 settembre 2001 (una domenica), ritrovata senza vita due giorni dopo sotto un ponticello a Torricella del Pizzo: uccisa, stabilì la perizia.

Giulio è il personaggio nuovo, il nuovo indagato di una storia infinita quanto inestricabile. Oggi ha 29 anni, è disoccupato, fa alcuni lavoretti nei fine settimana. Anche se il test del Dna è risultato negativo, non è uscito dall’inchiesta. Il procuratore dei minori di Brescia Emma Avezzù (l’indagato all’epoca era minorenne) aveva chiesto l’archiviazione. Si è opposto il legale della famiglia Zardi, Giovanni Bertoletti. Il gip Daniela Martino gli ha dato ragione e disposto nuove indagini. In particolare, gli esperti del Ris di Parma andranno alla ricerca di tracce papillari sugli indumenti, la borsetta, gli effetti personali della vittima per confrontarli con le impronte digitali di Giulio. Non solo. Verranno sentite le due persone intercettate, la cui posizione è stata archiviata, e si cercherà di identificare lo «slavo».

Nel corso degli anni è stata una lunga sequenza di iscrizioni nel registro degli indagati e di uscite di scena. Lo scorso maggio il gip Guido Salvini, nell’ordinanza che archiviava le posizioni di due uomini e di una donna, aveva indicato una pista investigativa: setacciare l’entourage di amici e conoscenti di Arianna Zardi, prelevare campioni biologici e compararli con i profili rimasti su tutti i reperti. Anche alla luce di un fatto nuovo: il consulente della procura Claudio Bellino ha rinvenuto nella parte interna dello slip di Arianna «un assetto genotipico complesso (relativo a più individui) misto tra la vittima e un soggetto di sesso maschile». Potrebbe essere plausibile che poco prima di morire la ragazza abbia avuto un rapporto o un contatto intimo con una persona ancora sconosciuta.

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