Crema, 10 febbraio 2018 - Toccata e superata quota 750 attività commerciali in città. Nel 2017 sono state 54 le attività chiuse, ma in compenso se ne sono aperte 78 che hanno portato un saldo attivo di 24 negozi grazie ai quali è stata toccata quota 750, numero mai raggiunto in città. E il record è stato subito battuto, grazie a nuove attività che hanno aperto in questi giorni, peraltro novità assolute in città. Nel quartiere di S. Carlo, quindi in zona decentrata, ha aperto un ristogrill con giropizza della catena Tourlé, 280 metriquadri per 300 posti a sedere, con spazi dedicati ai bambini e alle famiglie. Apertura con pizza gratis sabato sera e ben 800 presenze che lasciano ben sperare Serena Cerri, laurea in biotecnologie mediche lasciata nel cassetto per andare a gestire ristoranti, dopo l’esperienza da McDonald.

Altranovità assoluta che si affaccia in città è il Temporary store. L’idea è di Severina Donati de Conti, proprietaria di una delle dimore storiche cittadine che ha riattato alcuni ambienti che si affacciano in prossimità di piazza del Duomo e ne ha fatto un Temporary store. Il luogo è senz’altro interessate, tra soffitti in legno e antichi caminetti, ma anche efficiente e razionale. Posto ideale per conferenze, mostre, allestimenti vari e per esposizioni che hanno un tempo limitato. La vicinanza con la piazza Duomo, dieci metri e i maggiori parcheggi centrali offrono una posizione invidiabile. Sempre in piazza del Duomo arrivano i cinesi. Fervono i lavori per la trasformazione di quella che era una gioielleria in un sushi bar. Il locale, affittato a una società cinese, sarà pronto per il mese prossimo. In centro, prossimamente, ci saranno altre novità, visto che almeno mezza dozzina di vetrine sono attualmente chiuse in attesa di acquirenti. Qualche problema, invece, nel campo degli ambulanti. Un centinaio i commercianti che arrivano a esporre le proprie merci martedì, giovedì e sabato sotto le arcate del mercato coperto, ma nel scorso anno si è notato un impoverimento del mercato del giovedì, dove il numero degli ambulanti è sceso di parecchio, lasciando molti spazi vuoti. A fronte di un calo dell’offerta, recentemente è scoppiata anche la grana degli stalli non pagati, fatta emergere proprio da alcuni ambulanti che hanno ravvisato nei colleghi che sono indietro con le decime una concorrenza sleale.

Il comune è corso subito ai ripari affermando che coloro che non pagano sono molto pochi, sono stati contattati ed è stato concordato un piano di rientro che ha già portato frutti: buona parte del debito (circa il 40%) è stata saldata nei giorni scorsi e per la rimanenza è stata stabilita una rateizzazione che porterà a ripianare il dovuto entro l’estate.