Crema, 10 agosto 2017 - "Sono arrabbiata e non voglio più vedere nessuno: resto sola con i miei animali". Disavventura per una donna disabile di 63 anni di Crema, da nove costretta sulla sedia a rotelle. La donna, Elisa Lucchetti, abita al piano terra di una parte di cascinetta. Sta bene dov’è, ma non ha posto dove mettere la sua auto e questo la costringe a parcheggiarla lontano da casa e quando ha bisogno deve fare un po' di strada. Se il tempo non è clemente, la situazione le crea disagio. Così, qualche tempo fa ha fatto richiesta ai servizi sociali del comune di Crema di ottenere una casa popolare adatta alle sue esigenze. E qui è accaduto qualcosa di sgradevole.

"Qualche giorno fa sono venute due assistenti sociali – racconta la donna, dopo aver insistito un po’ per conoscere la sua disavventura – e mi hanno detto che mi avevano trovato una casa idonea alle mie esigenze. Sono stata contenta e ho chiesto quali fossero le caratteristiche dell’abitazione".

E che cosa le hanno risposto?

"La casa è al terzo piano di uno stabile che però ha l’ascensore ed è grande ben 28 metriquadri".

Prego?

"Sì, 28 metriquadri tutti per me e la mia sedia a rotelle. Però non è finita qui, perché prima di pronunciarmi ho chiesto di poter visionare l’appartamento".

Era conforme?

"Non ne ho idea, perché mi hanno detto che non era possibile alcuna visita: prendere a scatola chiusa o lasciare".

E lei che cosa ha fatto?

"Mi sembra naturale: ho lasciato. Mi hanno presentato un foglio per la rinuncia e mi è stato specificato che difficilmente ci sarebbe stata un’altra occasione".

Ma se qui sta bene, perché se ne vuole andare?

"Qui ho il cortile e posso tenere i miei animali. Oltre al parcheggio che manca, la padrona di casa è anziana e non vorrei mai ricevere lo sfratto. Solo per questo ho chiesto una casa comunale. Ma di pari caratteristiche".