Crema, 16 luglio 2017 - Oltre 200 accessi al giorno. Al pronto soccorso di Crema non ci si attendeva un’ondata di arrivi così massiccia e, soprattutto, così presto e così duratura, ma il personale ha fatto fronte all’emergenza riuscendo a gestire il superlavoro inatteso. Sì, perché è dalla seconda metà di maggio che le temperature sono schizzate abbondantemente sopra i 30 gradi, provocando, specie negli anziani, una serie di malori senza soluzione di continuità. "Quest’anno stiamo toccando quasi ogni giorno – dice il direttore generale Luigi Ablondi – picchi che di solito si vedono nei mesi di novembre e dicembre, quando l’influenza impazza. Devo dire che il personale riesce a tener testa all’emergenza, anche se si tratta di una situazione anomala, visto che i giorni in cui si registrano oltre 200 accessi, la maggioranza dei quali per malori da caldo, sono già molti e siamo solo a metà luglio. Per contro devo dire che il personale del pronto soccorso è al completo perché siamo riusciti a rimpiazzare le partenze inserendo i sostituti. Tuttavia, la situazione non è delle migliori, dal punto di vista lavorativo, visti i continui arrivi".

I picchi di superlavoro si sono avuti nei primi dieci giorni di giugno, nella parte finale del mese e dall’inizio di luglio. Il surplus si calcola con punte del 20% in più rispetto alla media ma la struttura non è in emergenza perché difficilmente chi arriva con malori da caldo deve essere ricoverato. Di solito basta una permanenza di qualche ora. La situazione attuale si può paragonare al periodo delle scorse vacanze natalizie, quando in due settimane arrivarono in Ps circa 3000 persone, 400 accessi in più rispetto allo stesso periodo dell’anno prpecedente. La struttura di Crema conta 12 medici e 30 infermieri e lo scorso anno ha fatto fronte a oltre 62mila accessi.