Casalmaggiore (Cremona), 14 giugno 2017 - Anche l'ulttimo (e unico) indagato uscirà dalla scena. Ma il “giallo” della morte di Arianna Zardi non smette di arrichirsi di novità e interrogtivi. A quasi 16 anni da quel 30 settembre del 2001, una domenica, quando Arianna, 25 anni, iscritta al primo anno di Teologia a Brescia, uscì verso le 13 dalla sua abitazione di Casalbellotto, frazione di Casalmaggiore. Il corpo venne ritrovato due giorni dopo in aperta campagna, sotto il ponte di un canaletto d’irrigazione, alto circa cinque metri, fra Motta Baluffi e Torricella del Pizzo.

La procura dei minori di Brescia ha chiesto l’archiviazione della posizione di Giulio, oggi trentenne ma minorenne all’epoca, l’unico indagato rimasto nel caso Zardi. Il nome era uscito in una telefonata fra due stranieri, intercettata dalla polizia che stava indagando su tutt’altra vicenda, una storia di spaccio. «Ti ricordi la vicenda della Zardi? Lo slavo mi ha detto che a ucciderla era stato Giulio ...». Anche se il test del Dna era stato negativo, il nome del giovane non era uscito dall’inchiesta. Il procuratore dei minori di Brescia, Emma Avezzù, aveva chiesto l’archiviazione. Si era opposto il legale della famiglia Zardi, Giovanni Bertoletti. Il gip Daniela Martino gli aveva dato ragione e disposto altre indagini. Ora la nuova richiesta di archiviazione dal parte della procura minorile bresciana.

Un elemento inedito s’inserisce nella inchiesta per omicidio riaperta dal procuratore di Cremona, Roberto di Martino, che nel gennaio dello scorso anno aveva fatto esumare il cadavere di Arianna. La perizia medicolo legale, affidata all’antropologa forense Cristina Cattaneo, ha riscontrato una frattura al bacino, in un primo tempo non evidenziata. Una lesione compatibile con la caduta dal ponte. Ma, fermo restando che la dinamica rimane oscura, il particolare rilancia una serie di domande e di dubbi. Arianna non è stato trovata in perpendicolare con il ponte, ma a una distanza di cinque-sei metri da quello che avebbe dovuto essere il punto di caduta . Una persona col bacino fratturato era in grado di trascinarsi per tanti metri e addirittura di riprendere, sembrebbe, la posizione eretta, visto che tracce di sangue sono state trovate sul muretto della chiusa? La sorella di Arianna, Sara, e l’avvocato Bertoletti non hanno mai creduto né al suicidio né alla disgrazia. «Su una eventuale opposizione - dice il legale - alla richiesta di archiviazione - vedremo le motivazioni e i risultati delle indagini. Poi faremo una valutazione con i familiari di Arianna».