Sergio Ravelli, segretario dell’Associazione radicale Piero Welby: "Gli eventi drammatici di questi ultimi giorni dimostrano che l’emergenza carceri è un fatto ineludibile e improcrastinabile, perché ne va del senso di civiltà del Paese”
Cremona, 18 febbraio 2012 - Un detenuto di 45 anni si è impiccato ieri nel carcere di via Ca’ del Ferro a Cremona. “Questo suicidio, il primo dopo molti anni di relativa tranquillita’”, ha detto Sergio Ravelli, segretario dell’Associazione radicale Piero Welby, “è il segno del disagio e della sofferenza derivanti da un degrado crescente della struttura penitenziaria di Cremona, che da esempio positivo per tutte le altre realtà italiane si è trasformato in un semplice parcheggio di persone, quasi una discarica umana.
Ai problemi cronici legati al sovraffollamento, alla grave carenza di agenti e ai sempre maggiori problemi di convivenza, si è aggiunta la progressiva diminuzione di tutte le attività lavorative all’interno della struttura carceraria”. “Gli eventi drammatici di questi ultimi giorni”, ha concluso Ravelli, “dimostrano che l’emergenza carceri è un fatto ineludibile e improcrastinabile, perché ne va del senso di civiltà del Paese”.