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Quercia secolare sul Po a rischio

Vogliono abbatterla per un nuovo ponte

Il ponte, un'opera dal costo di oltre 100 milioni, sarebbe un tratto dell'autostrada tra Cremona e Castelvetro Piacentino. Tu cosa ne pensi?

La quercia minacciata dal tracciato del terzo ponte sul Po

Cremona, 4 ottobre 2011 - In particolare l’ultima battaglia, che vede in gioco anche la vita stessa di Mina, è contro il progetto di costruzione di un tratto autostradale tra Cremona e Castelvetro Piacentino, che contempla la realizzazione di un terzo ponte sul fiume Po. Un’opera faraonica, il ponte ad arco più lungo d’Europa dal costo superiore ai cento milioni di euro, quasi la metà del costo complessivo dell’intero tratto della tangenziale, 220 milioni.

 

Il caso ha sollevato non poche perplessità soprattutto tra i cittadini, esclusi da ogni tipo di discussione sul progetto che verrà realizzato dalla Società Autostrade Centro Padane, con il consenso di Regione ed enti locali. Solo la Regione Emilia Romagna ha sollevato perplessità, evidenziando la mancanza di un reale studio sui flussi di traffico, nonché lo studio di eventuali alternative di minor impatto economico ed ambientale. Gli ambientalisti che sottolineano come di fatto Castelvetro diventerebbe un paese sotto assedio, con la A21 da una parte e questa nuova tangenziale dall’altra; inoltre si sottolineano che il ponte andrebbe a sorgere proprio a ridosso di industrie a rischio ambientale nella zona del porto canale, senza considerare il pressochè totale sconvolgimento di una zona naturalisticia, la golena del Po.

 

Mina, la placida quercia, dunque è il simbolo di questa lotta. Ora è nato anche il comitato «La Grande Nonna Quercia Mina il Terzo Ponte». Ha l’obiettivo di raccogliere fondi per pagare le spese legali, necessarie per il ricorso al Tar, promosso contro la realizzazione del ponte, e per organizzare eventi gratuiti. Un comitato nato da comuni cittadini e presieduto dal cantante dei Modena City Ramblers, Franco D’Aniello. ne fanno parte anche il giornalista Omar Pedrini e don Bruno Bignani, giovane sacerdote cremonese studioso di don Primo Mazzolari. Sul sito www.salviamononnaquercia.com è partita la raccolta fondi e chissà che anche la Tigre di Cremona partecipi.

di Daniele Rescaglio

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