Cremona, 29 ottobre 2015 - Maglietta rossa a righe nere, pantaloni e coperta: Linus, uno dei protagonisti dei Peanuts, nati dalla matita di Charles Monroe Schulz, fa il suo ingresso in piazza del Comune a Cremona davanti agli occhi di cittadini, turisti e curiosi. Ad accoglierlo, numerosi ragazzi e ragazze che si muovono a ritmo di musica. Tra loro, anche Snoopy e Woodstock. E' il flash mob a cura di Teatrodanza di Paola Posa, andato in scena sabato 24 ottobre, in occasione dell'inaugurazione della mostra "'50 anni di Linus", la rivista mensile di fumetti, fondata da Giovanni Gandini e pubblicata da Milano Libri nell'aprile del 1965. A fare da sfondo alla performance, un telo srotolato da una finestra del palazzo Comunale, sul quale Roberta Sacchi, Matteo Pigoli e Valeria Corradi hanno disegnato alcuni personaggi simbolo.

LINUS_9209314_151721Soddisfatto il sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti: "Nel cuore della città una creatività nuova". E ha spiegato: "Il Centro Fumetto è luogo di cultura e di arte innovativa, aperto alla città. Questa mostra ne esalta la bravura, le relazioni e la competenza. Vogliamo che sempre di più Cremona si caratterizzi come centro della grafica, dell'illustrazione e del fumetto: con il Centro Fumetto, l'Arte e il Torchio, Tapirulan. Questa mostra esalta anche il sistema museale, l'importanza delle relazioni museali che si costruiscono e si rafforzano: così Linus non è solo a Palazzo Comunale, ma si estende al Museo di storia naturale con un percorso dedicato a bambini e famiglie". Presenti all'inaugurazione, al Museo, tra gli altri, Barbara Manfredini, assessore alla Città vivibile e alla Rigenerazione urbana del Comune di Cremona, Andrea Brusoni, presidente del Centro Fumetto "Andrea Pazienza", Cinzia Galli, Conservatore del Museo di Storia Naturale del Comune di Cremona, e Michele Ginevra, responsabile tecnico del Centro Fumetto "Andrea Pazienza".

Come anticipato dal primo cittadino, i 50 anni della rivista Linus sono raccontati in due mostre: a palazzo Comunale si può ammirare la storia della rivista, mentre al Museo di Storia Naturale i protagonisti sono i personaggi della pubblicazione.

LINUS_9209139_150718Nella prima esposizione, tutto si concentra sul percorso che ha fatto il mensile in 50 anni, a partire dai primi anni in cui si sperimentò un nuovo modo di parlare di fumetti e di presentarli. Dovevano ritrovare quella dignità e quello spessore culturale che indubbiamente avevano da sempre, ma che non era stato ben percepito. Sì, perché all'inizio degli anni Sessanta, in pochi avevano compreso il valore dei Peanuts. Tra questi un gruppo di appassionati, del quale faceva parte Giovanni Gandini (che poi diventerà il fondatore della rivista), che decide addirittura di vendere la sua collezione di francobolli per avere denaro in modo da poter acquistare i diritti di pubblicazione dei personaggi creati da Schulz. L'obiettivo del gruppo, con la complicità del giovane ma già noto Umberto Eco, va però oltre la pubblicazione dei Peanuts: il sogno di Gandini è di creare una rivista di fumetti, dove le strips incontrano la letteratura, il teatro e il gioco, attraverso un contenitore aperto all'interazione con i lettori. Linus e la sua inseparabile coperta diventano l'emblema di un nuovo parlare di fumetti, finalmente riconosciuti e valorizzati non solo per saper intrattenere il lettore, ma anche per la loro intrinseca qualità letteraria e artistica. Ma perché proprio questo nome per il mensile? Viene spiegato nel primo numero: Linus, partner e antagonista di Charlie Brown, è un personaggio pieno di fantasia, è simpatico e ha un nome semplice da ricordare.

DLINUS_9209325_151722urante i primi anni della rivista, personaggi come Braccio di Ferro e Krazy Kat vengono riproposti come se appartenessero ad un’antologia di classici. Questo periodo dura sino al 1971 quando il Gandini lascia la direzione e vende la testata a Rizzoli. La direzione va in mano a Oreste Del Buono. Il secondo periodo corre per tutti gli anni Settanta. E qui, accanto a Linus, incontrano un crescente successo i supplementi, su cui vengono pubblicati anche fumetti avventurosi ed esordienti come l’allora giovanissimo Andrea Pazienza. Con la terza fase, la rivista cambia pelle, dopo aver cambiato formato. Negli anni Ottanta l’attenzione si sposta sul mondo giovanile e diventa più sensibile nei confronti di tematiche nuove come l’ecologia. Linus si conferma soprattutto come spazio satirico. Negli anni Novanta ritorna Oreste Del Buono e con lui anche il formato originale. Il nuovo millennio vede la rivista mantenere il ruolo di vetrina prestigiosa per il meglio del fumetto umoristico internazionale, con le direzioni di Michele Dalai, Stefania Rumor e ora Giovanni Robertini. La mostra si sviluppa attraverso pannelli grafici in eleganti sale, non mancano copie delle pubblicazioni, tavole originali, figurine da collezione e la posta dei lettori con Schulz. Molto suggestiva la prima sala, dove è rpesente un'installazione, ideata dal regista Giancarlo Soldi, che consente di ascoltare le voci diUmberto Eco, Oreste Del Buono ed Elio Vittorini impegnati in una celebre conversazione sul fumetto, trascritta e pubblicata sul primo numero della rivista uscito nel 1965.

LINUS_9209523_152827Al Museo di Storia Naturale, invece, l'attenzione è focalizzata sui personaggi della rivista a fumetti. Non mancano sagome e riproduzioni, ma anche laboratori e animazioni teatrali per le scolaresche. Un'idea, quest'ultima, possibile grazie alla presenza nello stesso edificio della Piccola Biblioteca del comune e della Sala Ragazzi della Biblioteca Statale.

Entrambe le mostre, organizzate dal Centro Fumetto Andrea pazienza in collaborazioen con il Comune di Cremona e con il patrocinio di Regione Lombardia, sono state inaugurate durante l'anteprima della Festa del Torrone, che ha riscontrato un grande successo di pubblico. Le esposizioni sono aperte con differenti orari. Palazzo del Comune da lunedì a sabato dalle 9 alle 18. Domenica e festivi dalle 10 alle 18. Museo di Storia Naturale da martedì a domenica dalle 10 alle 17. Biglietto 5 euro, riduzioni per famiglie, scuole, bambini e Soci Coop Lombardia.

di MARION GUGLIELMETTI