Como, 3 gennaio 2017 - Il mercato del Como si è chiuso senza botti, che in fondo era anche quello che si augurava Fabio Gallo il quale non voleva sacrificare alcun giocatore del proprio gruppo. Gli unici a lasciare la squadra sono stati Cesare Ambrosini (partito per Modena) e il giovane Christian Mutton, finito a titolo definitivo all’Inter. In questo modo si è riusciti ad evitare la cessione di Di Quinzio ed allo stesso tempo risollevare le casse dell’esercizio provvisorio.

I 100mila euro arrivati dalla cessione del gioiellino del settore giovanile consentiranno probabilmente di arrivare fino alla fine del campionato e di permettere la terza asta di vendita della società. Oggi scadrà il termine ultimo entro cui il giudice Marco Mancini e il curatore fallimentare Francesco Di Michele possono accettare eventuali offerte di acquisto della società fuori dall’asta. Al momento non ci sono offerte, anche se martedì Di Francesco ha incontrato un gruppo d’imprenditori interessato e solo oggi si conosceranno altri dettagli. In caso contrario il giudice fisserà la data della nuova e ultima asta che sarà presumibilmente a metà marzo, con una base d’asta di circa 300mila euro. Intanto la meritata vittoria di Livorno rilancia la squadra in zona playoff e il morale dei tifosi resta molto alto. Per la trasferta di domenica a Siena rientrerà in difesa lo squalificato Briganti ed in panchina tornerà Crispino dopo tre mesi di stop a seguito dell’operazione al menisco e l’intenzione di tutti è quella di replicare quanto di bene è stato fatto a Livorno.

«A Livorno abbiamo fatto bene in ogni reparto, quasi una partita perfetta - ammette mister Gallo -. Abbiamo mollato un po’ nel finale ma questo ci può stare dopo gli alti ritmi sostenuti, per quasi novanta minuti. Sono contento per il mercato che ci ha portato ad inizio gennaio, due giocatori fondamentali che ci mancavano, un playmaker di centrocampo come Cavalli e un difensore mancino come Fissore e con il recupero di Crispino siamo al completo. Questo mi permetterà di adottare soluzioni offensive e tattiche diverse, che prima non potevamo praticare».