Erba (Como), 25 marzo 2017 - Anche i primi della classe certe volte si emozionano e ieri è stato impossibile non esserlo per Claudio Ghislanzoni, che nel giorno scelto per annunciare la sua candidatura si è ritrovato di fronte una platea di oltre un centinaio di amici, sostenitori e soprattutto erbesi doc, pronti per lui a voltare le spalle anche ai dictat di partito che «conteranno quando c’è da scegliere per il parlamento, ma non se c’è in ballo Erba». La decisione era nell’aria da tempo, ma lo stesso ha preferito attendere fino all’ultimo, fare la rivoluzione non è tra le sue aspirazioni e probabilmente avrebbe preferito correre con la benedizione del Centrodestra che però, escluso Fratelli d’Italia, gli ha preferito Veronica Airoldi. «Non è stata una decisione facile – ha spiegato – non nascondo che ero molto amareggiato, avrei compreso un rifiuto ma non che sul mio nome qualcuno ponesse un veto.

Ho pensato di farmi da parte, ma a farmi cambiare idea sono stati gli erbesi che mi hanno spronato ad andare avanti e la grande stima per Marcella Tili, che mi ha voluto con lei nell’esperienza amministrativa di questa città e mi ha insegnato tanto. Nei prossimi cinque anni Erba ha di fronte delle scelte decisive e noi abbiamo delle grandi idee». A sostenere Ghislanzoni quattro liste di cui una sola politica, Fratelli d’Italia, con Alessandro Botta.

A sostegno di Claudio Ghislanzoni anche Elisabetta Aquaro alla guida di «Noi di Erba», un’altra civica composta da giovani professionisti e guidata da Antonio Porta che si chiamerà «Orgoglio erbese» e una terza civica, guidata da Anna Proserpio, nella quale saranno schierati gli attuali consiglieri di Forza Italia rimasti fedeli al sindaco Marcella Tili. «Rispettiamo i nostri avversari e non vogliamo fare polemiche politiche ma essere qui oggi significa che a Erba non accettiamo imposizioni da Milano, Albavilla, Barni e Pusiano». A Mariastella Gelmini, Alessandro Fermi, Mauro Caprani e Andrea Maspero devono essere fischiate le orecchie.