Como, 24 maggio 2011 - Maggioranza sempre più risicata in Consiglio comunale a Como. Tramite una comunicazione ufficiale ieri sera in occasione della seduta del Consiglio comunale, i consiglieri Pasquale Buono (ex-capogruppo di Forza Italia) e Mario Pastore (attualmente presidente del Consiglio comunale), hanno annunciato che lasciano il gruppo di «Autonomia Liberale per Como», per accedere nel Gruppo Misto e questo perchè sono entrati a far parte del cosiddetto «Terzo Polo», ovvero hanno aderito a Fli (Futuro e Libertà per l’Italia): un «Terzo Polo»< del quale fanno parte anche Udc e Api (Alleanza per l’Italia che ha come coordinatore provinciale Fabrizio Gherardi).

Essendo solo in due non possono costituire, fin d’adesso, un gruppo consiliare in grado di stare in Consiglio comunale e pertanto i due consiglieri devono, per forza di cose e, per legge, emigrare nel calderone del gruppo misto. Gruppo misto del quale già fanno parte, per la maggioranza, anche Carlo Ghirri e Luigi Bottone (di cui leggeremo più sotto), mentre per la minoranza ne fanno parte Vincenzo Sapere (che ha costituito anni fa il Gruppo Misto Socialista), ed Alessandro Rapinese che si candiderà alle prossime amministrative come candidato sindaco per il movimento «Adesso Como».

«Da qualche mese - spiega Mario Pastore - sono stato nominato come coordinatore provinciale di Futuro e Libertà per l’Italia, ma rimaniamo in Consiglio comunale per lavorare per il bene della città. Creeremo il “Terzo Polo” nella provincia di Como». Ma allora andate all’opposizione. E perchè allora, a novembre, quando c’era la possibilità di mandare a casa questa maggioranza, non avete votato la mozione di sfiducia al sindaco Stefano Bruni?

«Perchè, secondo noi - aggiungono Pastore e Buono - non era il caso di consegnare Como ad un Commissario Prefettizio per questo ultimo anno di mandato. Manca ancora un anno e di cose se ne possono fare. Potevamo sfiduciare la Giunta, ma non l’abbiamo fatto nel rispetto dei comaschi perchè quello che interessa a noi non è il “politichese”, ma agire, sempre senza fare polemiche, per il bene della città».

Ma cosa vi ha fatto allontanare dalla Maggioranza? «In occasione della votazione del Bilancio di previsione 2011 - aggiungono Pastrore e Buono -. Sono stati presentati numerosi emendamenti al Bilancio, ma tutti sono stati respinti. Eppure ci sembrava di portare avanti istanze che interessavano la città, a cominciare dalle piccole cose. Ben inteso: non siamo qui a fare polemica con la maggioranza».