Como, 12 ottobre 2017 - Condanna confermata in Appello per Graziano Campagna, 52 anni, fondatore della Ibs Forex, accusato di una bancarotta fraudolenta da 60 milioni di euro. Condannato in primo grado a Como, nel dicembre 2014, a otto anni di carcere, è andato incontro a una sostanziale conferma di quella sentenza, rideterminata in 5 anni e 10 mesi, al netto di un capo di imputazione non più considerato reato, il falso in scrittura privata, e della prescrizione di due imputazioni di truffa. La vicenda Ibs Forex, su cui avevano indagato il sostituto procuratore Massimo Astori, e il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di finanza, era esplosa nel 2009, quando all’improvviso era stata smantellata la sede comasca di piazza Boldoni, dove avvenivano investimenti nel forex, il mercato internazionale di valuta, per milioni di euro.

Campagna, che ha sempre cercato si sostenere la bontà del prodotto finanziario venduto fino al 2009 dalla società da lui fondata, è stato l’unico ad andare a processo, a fronte del patteggiamento dei soci e delle altre figure di responsabilità coinvolte nel fallimento. Senza alcun preavviso, e con grande sorpresa e rabbia degli investitori, a fine agosto 2009 la Ibs Forex si era lasciata alle spalle stanze vuote all’interno di un palazzo d’epoca in centro a Como, linee telefoniche disattivate, e soprattutto un buco da 60 milioni, metà dei quali provenienti dall’investimento astronomico della Provincia di Palermo, e l’altra metà di investitori che tra 2006 e 2009 avevano affidato risparmi variabili tra i 10mila e i 400mila euro. Di questi, 314 avevano sporto querela, 69 dei quali per un danno superiore ai 40mila euro. Al processo di primo grado, molti investitori rimasti senza un centesimo si erano costituiti parte civile, per poi decidere di non comparire nel processo d’Appello, che si è discusso a Milano.

Già nell'ottobre 2009 era stato dichiarato il fallimento di Ibs, poche settimane dopo che la polizia, intervenuta per una lite scoppiata davanti alla sede della società, trovò gli uffici improvvisamente smantellati, con tutto quello che ne era seguito. Per mesi, il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di finanza di Como, aveva setacciato i bilanci, fino a ricostruire la complessa attività di investimento portata avanti per anni, e poi improvvisamente franata, senza che gli investitori fossero messi nelle condizioni di recuperare i propri capitali. Nel novembre 2010 Campagna e i soci erano finiti in custodia cautelare per un periodo, ma il fondatore di Ibs era stato l’unico a scegliere di non patteggiare, affrontando due gradi di dibattimento. La sentenza di primo grado, confermata ora, di fatto aveva accolto completamente le richieste del pubblico ministero Astori.