Lomazzo (Como), 22 aprile 2017 - Dove oltre un secolo fa lavoravano un migliaio di operaie entro la fine del prossimo anno sarà impiegato lo stesso numero di ricercatori e ingegneri. Cervelli in altre circostanze destinati a fare la valigia e insieme la fortuna di qualche impresa in un altro Paese e che invece, grazie a ComoNext, hanno trovato più di un buon motivo per rimanere. Ieri a complimentarsi con loro e insieme con il presidente di Sviluppo Como, Enrico Lironi, che da poco si è fusa la cittadella scientifica nata qualche anno fa nell’ex-opificio Somaini, c’era Giuseppe Guzzetti, il presidente di Fondazione Cariplo, tra i primi a credere che investire su ricerca e startup si sarebbe tradotto in tanti nuovi posti di lavoro.

«Ancora pochi mesi e questa diventerà la più grande azienda della provincia di Como – hanno spiegato Lironi e Annarita Polacchini, fino a pochi mesi fa presidente di ComoNext e ora consigliere delegato all’innovation hub – Il parco tecnologico passerà da 14mila a oltre 20mila metri quadrati e nei nuovi spazi sarà possibile accogliere oltre una quarantina tra startup e aziende innovative». Già oggi a Lomazzo ci sono 112 imprese, 29 delle quali in fase di startup e oltre 600 dipendenti, molti dei quali under 30, per non contare la rete i oltre 800 imprese collegate, le università e i centri di ricerca. C’è chi ha iniziato qui con una borsa di studio e adesso lavora grazie a investimenti di milioni di euro o di dollari che sono arrivati dagli investitori internazionali. Un po’ il caso di Directa Plus che ha aperto la sua linea di produzione di grafene, un materiale derivato dalla grafite il cui valore varia dai 200 ai 1000 euro al chilo, partendo da una materia base che non ne costa più di 5. Viste le premesse non c’è da stupirsi se lo scorso anno l’azienda si è quotata alla City di Londra e l’impianto di Lomazzo, il più grande al mondo con ben 30 tonnellate di produzione annua, lavora a pieno ritmo. Il presidente di fondazione Cariplo ha visitato anche i laboratori di Coelux, che ha brevettato un rivoluzionario schermo che grazie all’impiego di led e alle nanotecnologie riproduce la luce del sole e il cielo all’interno di spazi chiusi, Silk Biomaterials che studia l’impiego della seta la riparazione di arterie, nervi e tendini premiata dal fondo di venture capital Principia III-Health, con 7 milioni di euro di finanziamento e Leaf Space che costruisce parabole.