Como, 23 luglio 2017 - È durato poco il matrimonio tra Artsana e Giochi Preziosi, le due aziende leader nella produzione di giochi e prodotti per l’infanzia che due anni fa avevano deciso di unire le loro forze e fondare una join venture in grado di gestire i negozi Toys Center, Prenatal, Bimbo Store e King Jouet. Un vero e proprio polo italiano del giocattolo, con oltre quattrocento negozi e punti vendita distribuiti in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Svizzera.

L’idea era venuta a Enrico Preziosi, presidente e fondatore dell’azienda che porta il suo nome, e alla famiglia Catelli alla guida di Artsana ormai con la seconda generazione. Sulla carta le premesse sembravano buone tanto che lo scorso anno a tracciare la road map ci aveva pensato lo stesso Preziosi. «Fatturiamo già 800 milioni di euro – aveva dichiarato l’industriale che è anche presidente del Genoa – puntiamo a quota un miliardo nel giro di due o tre anni poi ci quotiamo in Borsa». Ma le cose sono andare diversamente. Nei primi nove mesi di vita la società ha iscritto a bilancio ricavi per 721 milioni di euro, a fronte di un utile operativo pari a 3,9 milioni di euro. Briciole per Giochi Preziosi e soprattutto per Artsana, proprietaria del marchio Chicco, che da solo garantisce ricavi a sette zeri. Come se non bastasse, a complicare le cose ci ha pensato l’ingresso di nuovi azionisti. Nel caso di Artsana la famiglia Catelli ad aprile dell’anno scorso ha ceduto il 60 per cento delle quote, per 750 milioni di euro, al fondo Investindustrial del finanziere Andrea Bonomi, mentre il 49 per cento di Giochi Preziosi, prima in mano alla banche e al fondo di private equity Clessidra, è passato al taiwanese Micheal Lee.

Proprio i nuovi asset hanno avuto un peso determinante nella fine dell’intesa tra Artsana e Giochi Preziosi, con la prima che si è impegnata a rilevare le quote dell’altra. L’ufficialità della cessione, che è già stata sottoscrtta e che attende solo il via libera da parte dell’Antitrust europeo (visto che la società commercia in quattro paesi dell’Unione), dovrebbe arrivare già nei prossimi giorni. Per Artsana si tratta di un investimento di 105 milioni di euro: 97 per l’acquisto della partecipazione e 8 milioni a fronte dell’aumento di capitale sostenuto da Preziosi nel marzo scorso. Un piccolo tesoro, che il papà di Cicciobello è pronto a versare praticamente per intero alla Ocean Gold Global di Micheal Lee in cambio della restituzione del 49 per cento delle azioni, ovvero il pieno controllo, della propria società. Per quanto riguarda l’esperienza di Toys Center proseguirà ma sotto il pieno controllo del manager Claudio del Conto, 55 anni, dal 2013 amministratore delegato di Artsana, che non ha per niente messo da parte l’idea, tanto cara alla famiglia Catelli, di fare dell’azienda comasca il leader europeo dei giochi per l’infanzia.