Erba (Como), 13 settembre 2017 - Deve essere disposto l’esame, in incidente probatorio, dei nuovi reperti indicati dalla difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi, i coniugi condannati in via definitiva all’ergastolo per la strage di Erba. Le tre pagine delle motivazioni della sentenza della Cassazione avvicinano la possibilità della revisione del processo. Lo scorso 5 aprile la prima sezione della Suprema Corte ha accolto l’istanza dei difensori Fabio Schembri, Luisa Bordeaux e Nico D’Ascola: la richiesta era quella che venisse annullata l’ordinanza con cui, il 21 aprile di un anno fa, la Corte d’Appello di Brescia aveva respinto il ricorso che chiedeva l’analisi dei reperti. Duplice la motivazione del «no»: la richiesta andava presentata non a Brescia ma a Como; non era stata avanzata alcuna domanda di revisione. Per gli “ermellini” il ricorso è invece fondato. La raccolta delle prove, come esame irripetibile, spetta al giudice competente per poi disporre una eventuale, futura revisione. La Corte bresciana ha sbagliato quando ha ritenuto la propria incompetenza e quando ha giudicato inaccettabile la richiesta senza istanza di revisione.

«A causa di una errata lettura della richiesta, la Corte ha creato uno stallo per una artificiosa incompetenza, in luogo di pronunziarsi sulla istanza». «Né vi possono essere dubbi sulla competenza della Corte di appello: spetta al giudice della revisione l’assunzione in incidente probatorio della prova che la difesa non abbia potuto raccogliere in vista della richiesta di revisione». Questo anche nel caso che la fase della revisione sia ancora «futura ed incerta». La palla torna ora a Brescia. «Adesso - commenta Fabio Schembri - tocca a Brescia disporre l’incidente probatorio. La vicenda si riapre. Verrà analizzato materiale non esaminato o esaminato solo in parte alla ricerca di Olindo e Rosa e non si altre persone. Sulla scena del crimine non c’era nulla che conducesse a loro, mentre il Ris aveva individuato tracce di sconosciuti». Una mattanza, la sera dell’11 dicembre 2006, nel condominio di via Diaz, a Erba. Furono trucidati a coltellate e sprangate Raffaella Castagna, il suo bambino Youssef, di due anni e mezzo, la madre della donna, Paola Galli. Nella mansarda viene trovato il cadavere di Valeria Cherubini. Mario Frigerio, il marito di quest’ultima, è sul pianereottolo, gravemente ferito ma vivo.