Erba (Como), 6 aprile 2017 - Strage di Erba. La difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi aveva fatto ricorso in Cassazione contro l'ordinanza della Corte d'Appello di Brescia che dichiarava inammissible la richiesta di incidente probatorio  su nuovi reperti per la difesa. Le nuove prove che vorrebbero fossero analizzate sono sette: un capello di 10 cm castano trovato sulla felpa del piccolo Youssef e un accendino che era sul pianerottolo per cercare eventuali impronte nel caso fosse stato usato per appiccare l’incendio. Ma anche un mazzo di chiavi presente in casa di Raffaella Castagna, il giubbotto di Valeria Cherubini, la vicina di casa uccisa al piano superiore da decine di fendenti. C’è poi una macchia di sangue rinvenuta sul terrazzino. La sesta prova è il cellulare di Raffaella Castagna e, infine, l’audio di un’intercettazione tra Rosa e Olindo che secondo gli avvocati non è mai stato sentito da nessun giudice.  Oggi, la prima sezione penale della Cassazione ha accolto il ricorso e rimandato gli atti alla Corte d'Appello di Brescia per un nuovo esame, che dovrà svolgersi secondo indicazioni che Cassazione darà nelle motivazioni che seguiranno.

I reperti saranno analizzati con la forma dell'incidente probatorio davanti ai giudici bresciani, come spiegato dall'avvocato Fabio Schembri che con i colleghi Luisa Bordeaux e Nico D'Ascola, in vista di una richiesta di revisione del processo, sempre a Brescia, ai quali i legali stanno lavorando da tempo. Olindo Romano e sua moglie Rosa Bazzi erano stati condannati all'ergastolo e a tre anni di isolamento diurno il 26 novembre del 2008. La sentenza era poi stata resa definitiva dalla Cassazione. Ora la decisione della Suprema Corte che, per gli avvocati, potrebbe riaprire i giochi. La coppia aveva confessato di essere responsabile della strage ma, alcuni mesi dopo, aveva ritrattato la confessione. (

Qualche giorno fa, l'avvocato Fabio Schembri ha spiegato la linea della difesa: "Si tratta di perplessità che addirittura aveva evidenziato fin dal primo momento la stessa Corte di Cassazione quando confermò la condanna all`ergastolo per Olindo Romano e Rosa Bazzi. La Suprema Corte infatti nella premessa scrisse 'non poche sono le divergenze e aporìe cioè i dubbi che emergono dagli elementi processuali'. E noi proprio da questo abbiamo ritenuto di dover partire per un`eventuale revisione del processo; cioè da quelli che sono gli elementi di dubbio che già esistevano durante le fasi processuali". E ancora: "A questi noi riteniamo di poter aggiungere ulteriori elementi di carattere scientifico e anche di carattere dichiarativo tramite i quali chiederemo la revisione del processo. Per fare ciò servono prove nuove, ecco perché abbiamo chiesto di esaminare alcuni reperti trovati sulla scena del crimine che non sono mai stati esaminati e altri reperti che furono esaminati ma con le vecchie tecniche dell`epoca. Lo stesso Ris di Parma nell'escludere la presenza di Rosa e Olindo sulla scena del crimine, quindi, la presenza di tracce riconducibili ai coniugi Romano, rinvenne delle tracce biologiche di soggetti sconosciuti alle indagini. Cioè tracce che non sono riconducibili né alle vittime, né a Rosa e Olindo, né ai soccorritori. Di chi sono quelle tracce? Sono la firma dei veri assassini?".

ha collaborato GABRIELE MORONI