Como, 30 novembre 2017 - Che i migranti​ non siano in cima alle preoccupazioni degli skinhead non è un mistero per nessuno, ma rimane gravissimo il blitz compiuto l’altra sera da un gruppo di militanti dell’associazione di estrema destra nel bel mezzo dell’assemblea di «Como Senza Frontiere» che, al contrario, i ragazzi in fuga dall’Africa li aiuta tutti i giorni.

Erano da poco passate le 21 quando tredici facinorosi di «Veneto Fronte Skinheads» si sono presentati al Chiostrino di Sant’Eufemia, dove i volontari di Como Senza Frontiere si erano da poco riuniti, come sempre a porte aperte. Cranio rasatoe con indosso il bomber nero che da tempo è una specie di divisa, gli esponenti di estrema destra con fare minaccioso si sono disposti a semicerchio attorno ai volontari comaschi, mettendosi a leggere un volantino dal titolo più che eloquente: «Como Senza Frontiere: ipocriti di mestiere». Una sorta di requisitoria infarcita di accuse come «il tentativo di sostituire il popolo europeo con non popoli» e conclusa con l’invito a tornare a discutere «di come rovinare la nostra patria e la nostra città». Un’azione squadrista, come l’hanno definita oggi Anpi, Cgil e tutte le forze delle sinistra, che non è culminata in uno scontro solo grazie all’autocontrollo dei militanti di Como Senza Frontiere che sono rimasti seduti in silenzio finché gli skinheads non se ne sono andati. Un blitz che è durato solo pochi minuti, ma per loro potrebbe avere conseguenze pesanti: i volontari assediati hanno infatti girato un video con il cellulare, poi diffuso in rete e acquisito dalla Digos che ha già identificato quattro dei tredici facinorosi, già noti alle forze dell’ordine. Per tutti i componenti nel commando si configura il reato di violenza privata.

«Una vera e propria intimidazione condotta in stile squadristico, con proclami razzisti, all’interno di una sede dove persone pacifiche sono riunite per discutere le loro azioni di solidarietà. Si tratta, fra l’altro, di un gruppo noto anche per la continuata propaganda antisemita – sottolineano i deputati del Pd Chiara Braga, Mauro Guerra ed Emanuele Fiano che hanno firmato un’interrogazione su quanto accaduto – Riteniamo che le istituzioni della nostra democrazia non possano restare in silenzio di fronte a questo episodio che, purtroppo, è soltanto l’ultimo di una serie di azioni che destano seria preoccupazione». Ferma condanna anche dalla Cgil che invoca l’intervento del prefetto. Indignata Carla Nespolo, presidente nazionale dell’Anpi. «È intollerabile che un gruppo di chiara ispirazione neofascista interrompa una pacifica riunione per declamare uno sproloquio razzista. Chiederemo un incontro urgente al ministro dell’Interno».