Como, 11 agosto 2017 - Sono finiti in quattro al pronto soccorso, in conseguenza dell’ennesima aggressione ad agenti di polizia penitenziaria, avvenuta all’interno della casa circondariale Bassone di Como. Questa volta il problema è sorto all’interno della sezione «Nuovi giunti», che da alcuni mesi ospita prevalentemente detenuti transessuali, e quindi incompatibili con l’altra popolazione carceraria, o altri casi di spiccata impossibilità di convivenza con i detenuti comuni. A dare in escandescenze, è stato un quarantenne brasiliano, che si sarebbe visto rifiutare una banale richiesta. 

Dopo  aver alzato la voce contro gli agenti di polizia, avrebbe staccato la gamba del tavolo presente nella cella, e iniziato a malmenare gli agenti intervenuti per calmarlo: non solo quello di turno a vigilanza della sezione, ma anche i tre colleghi arrivati in suo supporto. Il bilancio finale è stato di quattro feriti, medicati e poi dimessi dal pronto soccorso con prognosi tra i dieci e i tredici giorni, per le contusioni subite. «In questi ultimi tempi, il ritmo è di una rissa al giorno all’interno del carcere – interviene Davide Brienza, segretario provinciale del Cnpp, Coordinamento Nazionale Polizia Penitenziaria – a fronte di un organico di personale insufficiente a garantire la copertura per tutti i servizi necessari. Problema che diventa ancora più evidente in questo periodo, quando alle carenze abituali, si aggiungono quelle delle ferie. Ora siamo intenzionati ad attendere qualche settimana, fino al riformarsi dell’organico abituale, per poi chiedere al Provveditore alle Carceri Lombarde un intervento». 

A far scattare le liti, che molto spesso degenerano in botte, sono i motivi più banali, oltre a una endemica incapacità di convivenza tra gruppi di detenuti provenienti da diversi Paesi. Come gli est europei con i maghrebini. Le capacità di intervento degli agenti di penitenziaria sono spesso minime, a causa delle carenze di organico, che li espongono a rischi ancora più elevati. Gli stranieri, rappresentano ormai quasi il settanta per cento della popolazione del Bassone, che in questi mesi ha superato le quattrocentocinquanta presenze. I problemi, segnalano i sindacati, riguardano anche altri aspetti, come un autoparco ridotto all’osso, con mezzi che necessitano di riparazione, e una drammatica carenza di finanziamenti per poter intervenire.