Como, 2 gennaio 2018 - Un paio di colpi di pistola esplosi per intimorirlo, e poi la rapina dell’incasso. Un agguato avvenuto la notte di San Silvestro a pochi metri dall’autosilo di via Sirtori, dove si stava dirigendo il titolare della pizzeria Barbarossa di via Odescalchi. All’1.30, al termine del servizio, il ristoratore aveva chiuso il locale e stava andando a prendere l’auto lasciata nel parcheggio, fuori dalla città murata. Qui è stato avvicinato da un uomo che aveva il volto coperto da un cappuccio e che impugnava una pistola. Prima ha esploso un colpo in aria, poi ad altezza d’uomo, ma non diretto verso la vittima: ha preteso che gli venisse consegnato il portafogli, e anche un borsello in cui c’era il contante incassato nella giornata del 31 dicembre, circa 4.500 euro. Poi si è allontanato, senza che nessuno assistesse a nulla.

Il ristoratore ha chiamato subito i carabinieri, che sono intervenuti isolando la zona in cui è avvenuta l’aggressione. I rilievi hanno permesso di ritrovare un bossolo e un’ogiva, probabilmente del colpo esploso in aria, che corrisponderebbero a una calibro 7.65. A conferma del fatto che il rapinatore aveva un’arma vera, e non una semplice scacciacani. È stata poi raccolta la testimonianza della vittima, ma per il momento pare che non ci sia una descrizione del bandito, che aveva comunque il volto coperto, oltre ad aver agito al buio. La rapina sembra essere stata studiata con attenzione, attendendo il commerciante al termine del servizio e vicino al parcheggio dove aveva lasciato l’auto, e che stava raggiungendo da solo con l’incasso al seguito.

Ora i carabinieri stanno lavorando per capire chi possa aver raccolto quelle informazioni utili a mettere a segno la rapina, e detenere un’arma di grosso calibro. I reperti balistici sono stati recuperati e ora saranno analizzati, per capire, dall’esame delle striature, se quell’arma abbia già sparato in altre circostanze, e se possa essere riconducibile a una persona o almeno a un contesto.