Como, 9 novembre 2017 - Rischiano di doversi rassegnare a trascorrere l’inverno all’addiaccio almeno duecento profughi che finora non hanno trovato accoglienza all’interno delle strutture in città. Per molti di loro si tratta di una scelta, visto che hanno rifiutato di presentare per tempo domanda di asilo e sperano prima o poi di riuscire ad attraversare il confine con la Svizzera con qualche escamotage, altri hanno perso il loro status, in alcuni casi semplicemente perché non si sono presentati entro l’orario di coprifuoco al dormitorio di via Regina Teodolinda.

«Abbiamo chiesto l’intervento del sindaco, del prefetto e del vescovo, ma finora nessuno ci ha risposto – denunciano i volontari dell’associazione “Como accoglie” –. Sappiamo che la struttura che ospita i senza fissa dimora nei mesi più freddi può dare un tetto per la notte a una quarantina di persone a rotazione. Già l’anno scorso, nei primi giorni di freddo, un giovane aveva rischiato la vita per ipotermia e adesso le persone che dormono per strada, la maggior parte migranti, sono almeno 200». Ogni notte i volontari si mobilitano portando taniche di acqua calda, coperte, latte e tè caldo a chi si arrangia a dormire sotto un porticato o al primo piano dell’autosilo Val Mulini.

«Sono almeno cinquanta i profughi che ogni notte dormono in Val Mulini, alcuni di loro hanno presentato richiesta di asilo e altri hanno addirittura il permesso di soggiorno. Non sono illegali ma hanno perso il diritto all’accoglienza perché si sono assentati per più di 72 ore dal centro». Un appello che non smuove la vicesindaco Alessandra Locatelli, che già in passato aveva sposato la linea della tolleranza zero. «La nostra città mette a disposizione 140 posti letto – spiega l’assessore con delega ai Servizi Sociali –. I migranti che gravitano attorno all’autosilo sono soggetti usciti dai percorsi di accoglienza governativa e che, di norma, non intendono permanere in città. Non è possibile aprire nuove strutture senza che chi entri nelle stesse decida di seguire delle regole e possa essere correttamente registrato».