Carugo (Como), 27 ottobre 2017 - Apertura di dibattimento, davanti alla Corte d’Assise di Como, del processo per l’omicidio dell’architetto Alfio Molteni, ucciso a 58 anni a colpi di pistola davanti alla sua abitazione di Carugo la sera del 14 ottobre 2015. Davanti ai giudici sono comparsi gli imputati che non hanno scelto riti alternativi, come successo per tutti gli altri indagati. Alberto Brivio, 50 anni, fiscalista di Inverigo, difeso dall’avvocato Aldo Turconi, che si ritiene avesse un relazione con dell’ex moglie della vittima, è accusato assieme alla donna di essere uno dei due mandanti del delitto, che in origine sarebbe dovuto essere solo un atto intimidatorio maturato nell’ambito della causa di separazione tra Molteni e Daniela Rho. 

Assieme a lui è imputato Vincenzo Scovazzo, 60 anni di Cesano Maderno, difeso da Luca Valaguzza, ritenuto invece l’esecutore materiale di quell’agguato. Terzo imputato è l’investigatore privato Giovanni Terenghi, 58 anni di Molteno, accusato solo di reati collaterali tra cui lo stalking, assistito dagli avvocati Paolo Camporini e Francesca Beretta. La giornata è stata spesa per discutere l’ammissione delle prove, e in particolare la nutrita lista di testimoni, 254, indicata dalla difesa, su cui si è innescata una lunga discussione, soprattutto con i legali della parti civili presenti nel processo.

La difesa di Brivio, ha inoltre chiesto alla Corte di risentire Daniela Rho, la cui testimonianza è già stata cristallizzata in un incidente probatorio che si è svolto a luglio, le cui dichiarazioni vengono quindi considerate come acquisite: «Il mio assistito – ha motivato Turconi – vuole che i suoi testimoni vengano sentiti dai suoi giudici naturali, ed è irrilevante che sia già stata sentita da un altro giudice». Infine Brivio, a conclusione di udienza, ha fatto alcune spontanee dichiarazioni, relative ai rapporti tra lui, Daniela Rho, i suoi legali e una serie di figure che avrebbero fatto da tramite. Dichiarazioni che tuttavia il presidente della Corte - Valeria Costi, con giudice a latere Walter Lietti – ha ritenuto poco attinenti.